SBR3Athleta di Maggio: Fabio “coach” Panciera

maggio 14, 2013 in news varie by anthony

Dopo il mese di Aprile, in cui abbiamo assieme costruito l’iniziativa we runforBoston e che ogni anno dedicheremo a non dimenticare, prosegue la nostra nuova rubrica SBR3Athlon: l’SBR3Athleta del mese.
Uno spazio “semi”serio, in cui a turno avrete la possbilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni
Dopo Filtro, Barbara e il Bisco… diamo spazio ad uno dei fondatori ed elementi chiave della nostra squadra:

Fabio “coach” Panciera

Ciao Fabio, sei uno dei “veterani” del triathlon in squadra, Bisco ha fatto il suo esordio nel 1997.. e tu, che ricordi dell’esordio?
A dire il vero sono arrivato al triathlon molto tardi.. la prima gara a Udine il 25.07.2004.. arrivai 180 su 188, uscii dall’acqua che era già partita la batteria dopo, credo di averci messo sui 20′ a nuotare! Ma mi divertii tantissimo!

Quest’anno abbiamo tanti apprendisti che subito si sono integrati nel gruppo, abbiamo organizzato diversi appuntamenti assieme.. mancano pochissimi giorni al loro esordio ufficiale ed arrivano già belli pronti! Una bella soddisfazione condividere assieme queste emozione!
Quest’anno mi sono dedicato molto agli “apprendisti”, sono un bel gruppetto di livello abbastanza simile. Sono molto attenti e recettivi.. i risultati si vedono e sono molto soddisfatto! Credo che il lavoro che stiamo facendo sia molto importante e non abbia uguali nelle altre squadre! Si parte tutti dalle stesse basi tecniche e intanto si crea il gruppo.. Questi ragazzi mi daranno molte soddisfazioni ancora.. lo sento!
Oltre ad essere sportivo “praticante” sei il tecnico abilitato FITRI della squadra ma oltre al triathlon sei dal 1984 allenatore FIDAL e anche Maestro FISO. Quanto è particolare la disciplina triathlon?
Il Triathlon ha, come tutte le discipline sportive, le sue peculiarità. Il fatto di combinare modalità di movimento diverse in ambienti e con mezzi diversi lo rende unico. Tutte le discipline sportive richiedono una grande preparazione tecnica abbinata a quella condizionale. L’errore che si fa spesso è quello di considerare il triathlon l’unione o la somma di nuoto, ciclismo e corsa, allenandosi con i metodi tradizionali nelle singole discipline e trascurando l’unicità di questo sport. Bisogna si nuotare, pedalare e correre, ma sempre pensando che poi le tre cose andranno fatte di seguito.. ecco, a volte si perde di vista questo semplice obiettivo!

Andiamo indietro di qualche anno come sei finito a fare triathlon? Ci riassumi il tuo percorso sportivo?
Io inizio con l’atletica molto presto, nel 1977.. avevo 12 anni! Dopo aver praticato un po’ di tutto (salti, lanci, velocità.. com’è giusto a quell’età) mi concentro sul mezzofondo veloce (800-1500) e per un periodo sulla marcia. La mia società iniziale è stata la Coin di Mestre ma per qualche anno ho corso anche con l’Audace Noale, all’epoca una delle più forti squadre di fondisti in Italia.. A 18 anni scopro l’orienteering e inizio a praticarlo, abbandonando un po’ alla volta l’atletica in pista e correndo ancora le campestri e su strada. In quel periodo sono tentato anche da quest’altra nuova disciplina: il Triathlon.. al campo di atletica si fa un gran parlare di questi Ironman, qualcuno vuole partecipare alla prima gara di Bardolino.. io vorrei, ma non so nuotare! Poco dopo conosco un certo Stefano Rossi, lo incontrerò spesso in futuro.. Negli anni ’90 collaboro all’organizzazione del Triathlon del Cavallino, all’epoca gara molto importante, ma ancora sono indietro col nuoto.. Nel 2001 mi iscrivo a Scienze Motorie a Padova, riesco a passare l’esame di nuoto (pratico!), poi, tramite la mia amica Elena (per colpa mi verrebbe da dire..) inizio a fare preparazione atletica presso la Serenissima Nuoto. Insegno a correre meglio alla mia amica Daniela Cancellada (all’epoca responsabile della piscina ma anche tecnico della squadra di Triathlon) e lei mi insegna a nuotare, poi mi fa procurare una bicicletta.. Mi son trovato con un numero scritto col pennarello sul braccio senza accorgemene!

Qual’è stato il tuo traguardo più emozionante?
Di gare emozionanti ne ho fatte tantissime in tutti questi anni.. Nel triathlon mi verrebbe da dire l’Elbaman 70.3 del 2010.. Ma penso che una di quelle più emozionanti sia stata il Venice cronotriathlon del 2012. Non per la gara in se. nel 2011 ho subito un intervento al ginocchio, per l’ennesima volta mi hanno detto che non avrei più potuto correre.. Quel giorno ero emozionato perché rientravo.. e sono ancora qua! Poi mi emoziono moltissimo quando gli atleti che seguo tagliano il traguardo, sorridenti e soddisfatti. Il loro sguardo ripaga sempre di tutti i sacrifici fatti e delle energie spese.. non si può descrivere!

Qual’è il tuo prossimo obbiettivo?
Quest’anno cercherò di portare a casa Bardolino e Sirmione, due olimpici in una settimana.. Poi mi divertirò a sfidare i soliti amici (Bisco..) nelle gare di tutta la stagione, sempre se il fisico regge.. cercherò di dire la mia nel “gruppone di mezzo”.. A dire il vero avevo fatto un pensierino anche al medio di S.Croce, ma meglio non esagerare!

Svelaci i tuoi punti forti e..ammetti i punti deboli
Il mio punto forte è che ormai mi conosco abbastanza bene e riesco a gestire la gara in modo equilibrato, sono veloce nelle transizioni anche se poi di solito perdo il gruppo! Il punto debole è che ormai sono un mediocre atleta (gli anni passano e gli acciacchi aumentano..) anche nella corsa! Ormai posso solo rallentare il declino!

Prova a sognare la tua gara ideale.
Guarda.. ormai cerco la gara ideale solo per gli atleti che alleno..la mia però la vedrei così: prima frazione con aperitivo nell’idromassaggio, T1 con le ancelle che mi asciugano e mi vestono da bici, seconda frazione in tandem nella campagna a primavera con picnic sui prati (non dico con chi in tandem.. ma certamente non con Cicciocrono!), T2 con molta, ma molta calma, terza frazione passeggiando sulla spiaggia.. Ai ristori solo prosecco ben fresco.. E nessun brusco risveglio!