SBR3Athleta del mese: Alessia “Shoe” Scarpa

maggio 12, 2015 in news varie by anthony

Si riapre il nostro spazio “semi”serio, in cui a turno avrete la possibilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni ;)

ALESSIA “Shoe” SCARPA / M1 forever

Come hai conosciuto SBR3Athlon?!

Mi ricordo, stavo preparando la maratona. Una mattina di novembre del 2012, alla “corri per monica” ho incontrato un gruppetto di pazzi SBR compreso il Presidente, c’erano anche Andrea Biscontin e Marco Da Lio. Insomma poi ci vedevamo alle corse finché un giorno mi hanno trascinata a nuotare (se ora nuoto almeno decentemente… all’epoca diciamo che stavo a galla) ed un altro ad una pizza sociale…


Facciamo un passo indietro, come sei finita a fare triathlon? Riassumici il tuo percorso sportivo, anzi multisportivo! 

Il mio percorso sportivo???? Emmmm nulla di agonistico…  la mia giovinezza l’ho passata abbastanza lontana dallo sport, anche se da piccola venivo inserita in ogni attività sportiva, di atletica principalmente,  facevo le garette dei  50 m … poi ricordo ancora una garetta di nuoto… quella vasca da 25… sembrava non finire mai come i 1000 metri di una boa in mare.

Ricordo le lezioni di sci con mio padre e quando entrambi abbiamo imparato a giocare a tennis.
Ecco … poi il vuoto cosmico dello sballo, gli anni delle contestazioni all’università che poi ho lasciato… non muovevo un muscolo.

Gli anni passavano e, dopo un po di vicissitudini, circa 6 anni fa ho cominciato a correre, sempre di più, ricordo un amico, un grande atleta mezzofondista, mi dava le tabelle e con quelle ho cominciato a correre più seriamente. I miei primi 10 km furono nientedimenoche … alla corsa di Borbiago, mi sembrava di aver fatto chissà cosa.

E da li … anche con dei discreti risultati … non ho mai smesso di correre. Nel mentre continuavo ad andare in palestra.

Dopo la maratona, era aprile 2013, non riuscivo più ad indossare le scarpe da corsa, ero nauseata ed entrare nel tunnel del triathlon fu una cosa naturale, qualche volta nuotavo infrasettimanale, mancava solo la bici da corsa.. comprata nel frattempo e gli amici che mi trascinarono in piscina quel giorno …

Il 1° maggio 2013 ho esordito allo sprint del Venice Crono Triathlon a Lido. Non avevo preparato nulla, non correvo da un mese, infatti a nuoto ho fatto 300 metri con la testa fuori dall’acqua, 100 metri a rana e il resto no so come ma so rivada … in bici bene o male si sa andare … e in corsa sono arrivata.

Ricordo ancora, fu l’esordio con podio di categoria (avevano squalificato una che aveva tagliato…)

Devo dire che quell’anno noi esordienti eravamo un bel gruppetto, il coach ci ha aiutato tanto, un giorno, dopo l’ennesima mia manifestazione di ansia, mi ha detto “senti … a sto punto non farlo… è inutile” e li ho pensato “costi quel che costi … devo buttarmi ed arrivare”

Svelaci i tuoi punti forti e..ammetti i punti deboli (ne hai?)

Ecco … io non ho pazienza … e questo non so se sia un punto forte o debole.

E’ come se ci fosse un urgenza di vivere che forse mi ha portata ad arrivare ad uno sport così totalizzante, come se non ci fosse altro dopo … comesenoncifosseundomani 🙂

Sono tenace ma a tratti incostante

Nel triathlon??? Il più debole il nuoto … poi bici e corsa si giocano il primo posto … anche nel mio cuore.

Anche se la bici penso sia il mio punto di forza.

Qual è stata la tua prima gara di triathlon? Che ricordo hai?

Come detto sopra fu il Venice Crono Triathlon a lido, il 1° maggio 2013. Uno sprint

Io della gara non ricordo assolutamente niente ahahahah … parte il momento del non ritorno: il tuffo in acqua e il cuore a mille

Ricordo solo il prima e il dopo,  l’adrenalina, l’entusiasmo, l’ansia …il viaggio in battello, siamo scesi, casino musica … un mondo nuovo… tutti che si preparavano … e il dopo, ancora più casino, ma quanto ci siamo divertiti quel giorno??? L’arrivo … (ho messo la foto più bella di quel giorno)

Il dopo, prima di lasciare l’isola, con l’acqua che sembrava ferma, le ruote delle bici tutte immobili, la musica più bassa, la zona cambio come un campo di battaglia  e la bellissima sensazione che hai dopo ogni gara. La quiete dopo la fatica. In ogni gara alla fine assapori queste sensazioni … come se si deponessero le armi

Fino ad ora qual’è stato il tuo traguardo più emozionante e quale il più soddisfacente?

Bhe non sono una veterana, di gare non ne ho fatte moltissime

Ho due traguardi a pari merito, il 70.3 di Maiorca per la gara bellissima, per averla condivisa con il coach… entrambi in gara  ci saremmo rivisti dopo ore … per la soddisfazione della distanza e per la cornice paradisiaca, quella gara è stata proprio “il triathlon”

E il traguardo del mio primo olimpico a Sirmione, gli abbracci con Marta di Bari e Roberta Lazzari e quello speciale con Fabio coach … che all’epoca me gaveva superà in bici … ma fu  l’ultima volta… desso no succede più

Quello più soddisfacente …. Domenica scorsa all’olimpico del Cavallino, dove per la prima volta, devo essere sincera, ho gareggiato per fare risultato… e quel “viaggio” che fai durante la gara, con gli imprevisti e le probabilità (come a Monopoli) non è più divertimento oppure “istinto di sopravvivenza”  ma concentrazione e tanta fatica, della quale non ti rendi nemmeno conto


Nel corso dell’ultima stagione (2014) hai raggiunto dei bei risultati.. spesso sul podio di categoria e coronati a fine anno con il terzo posto assoluto ai Regionali di Olimpico…a questo punto.. dopo la vittoria di categoria al Cavallino quali sono i tuoi obiettivi di quest’anno?
Una salita “infernale”

Un altro no-draft fatto bene

Correre bene… e dico bene … la mezza nel  70.3

Divertirmi ancora in bici con Fabio, vedere posti nuovi, far finta di andare via tranquilli e tenersi d’occhio per chi scatta per primo… 


Prova a sognare la tua gara ideale!

Partenza all’alba, un tuffo in mare dal portellone di una nave … in pieno stile Norseman … si sale in bici, il percorso si inerpica, il sole si alza comincia a fare caldo … caldissimo … la strada è tra la boscaglia, rumori di foresta tra il fresco delle foglie…. Spiana e dall’alto si vede la baia. Si scende e mi aspetta un lungo no-draft tra il vento, l’asfalto caldo e il rumore del mare. Intravedo il ristoro e un braccio mi porge una Leffe media, mi fermo e la bevo. In zona cambio scendo, trovo la Carfrae, è fortissima a piedi e parte per prima. Gli sto dietro finchè a pochi km dall’arrivo la supero! 

Cosa ti piace della nostra squadra, in cosa pensi potremmo migliorare?

Ormai siamo tantissimi. Con tantissime teste,  aspettative e modi di interpretare questo sport.

Io penso che i nostri punti di forza siano  la visibilità, siamo mediatici 🙂 e il fatto che ognuno di noi può trovare la sua dimensione e i compagni ideali con cui allenarsi … e questo è importante perché c’è chi ha bisogno di stare in gruppo e chi magari in certe cose preferisce allenarsi da solo, il giusto equilibrio sta sempre nel mezzo.
E poi siamo “seriamente simpatici” e siamo diventati leggenda.

Anche quest’anno abbiamo tanti apprendisti e tante apprendiste… innanzitutto come atleta e socia della nostra associazione (visto che sappiamo del vostro gruppo segreto “SBR3ATHLON GIRLS” cosa consiglieresti ad una donna che si avvicina al triathlon?

Non so ma ho come l’impressione che una donna che si mette a praticare questo sport sia già di per se un po “controcorrente”.

Certo, servono delle doti di resistenza alla fatica non comuni, tuttavia la testa muove il corpo e solo le fuori di testa fanno 3 sport contemporaneamente.

Poi cosa importante …non devi avere tante fisime per intenderci …

Non sono in grado di dare consigli sportivi ma forse uno ce l’ho… per le compagne appena arrivate: non tiratevi mai indietro, che non significa fare cose pericolose o fuori portata, ma osate perché facendolo comincerete a conoscere e scoprire anche il vostro carattere. Poi vi guarderete indietro e sembrerà un altra vita….

L’ultimo consiglio? In squadra ci sono molti compagni capaci e con esperienza … non esitate a chiamarli. Con il fai da te si dura poco….