SBR3Athleta del mese: Rocco Righetti

agosto 10, 2015 in Racconti di Triathlon by anthony

Prosegue il nostro spazio “semi” serio, in cui a turno avrete la possibilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni ;)  Questo mese è il turno di…. ROCCO !!!


Ciao Rocco, chi sei e come hai conosciuto SBR3Athlon?
Ciao, sono un ragazzo di Venezia, ho 28 anni e sono laureato in architettura. Ho conosciuto Sbr3Athlon un po’ per caso come molti dei suoi tesserati credo. Ricordo che diversi anni fa stavo festeggiando dopo una gara, la Lavaredo Ultra Trail, alla sagra di San Pietro di Castello a Venezia, e lì Sem mi ha fatto conoscere l’attuale president Anthony   L’idea di iniziare a fare triathlon mi ha subito attirato anche se per un po’ di tempo l’ho messa da parte, fino l’anno scorso.

Facciamo un passo indietro, come sei finito a fare triathlon? Riassumici il tuo percorso sportivo, anzi multisportivo!
Di certo non si può dire che non abbia fatto sport. Dopo aver provato il basket da piccino, che non faceva decisamente per me dati gli evidenti limiti fisici, ho giocato per circa 15 anni a tennistavolo a buon livello in cui mi sono preso non poche soddisfazioni.

Prima di conoscere il triathlon facevo già podismo anche se a periodi altalenanti, passando dal mediofondo con qualche qualche 10.000 ben piazzato a una Maratona di Venezia, alla LUT già citata dopo la quale mi sono fermato per un certo tempo, anche perché detto fra noi di correre sempre mi ero proprio rotto!

Praticavo nel frattempo barca a vela a livello agonistico. Quando questa è diventata un impegno a tempo pieno non avevo più modo di allenarmi costantemente anche in altre discipline, così ho pensato sarebbe stato meglio lasciar perdere e concentrarmi in questo campo.

Nel 2012 avevo però provato a partecipare ad una gara e mi ero divertito un sacco, così circa un anno e mezzo fa ho potuto tirare fuori dal cassetto questo progetto.

Sono comunque tutt’ora istruttore della Federazione Italiana Vela e del mio circolo a San Giuliano, la Canottieri Mestre, dove insegno a piccoli e grandi velisti di oggi e domani, quindi se a qualcuno venisse voglia sapete dove trovarmi! 😉

Qual è stata la tua prima gara di triathlon? Che ricordo hai?
Ho iniziato con lo sprint di Jesolo 2012. All’epoca ero assolutamente fuori forma ma la cosa m’incuriosiva, così dopo aver fatto qualche allenamento in piscina (senza aver mai nuotato con obiettivi sportivi) e dopo essermi fatto prestare una bici dal mio amico Paolo che ancora ringrazio mi sono buttato.

La gara ovviamente è stata una risata dopo l’altra sia per la mia preparazione alquanto approssimativa sia perché nonostante questo mi stavo divertendo un sacco, anche se il cronometro alla fine è stato impietoso.

Beh devo dire che di strada da allora ne è stata fatta e che la musica è decisamente cambiata.

Svelaci i tuoi punti forti, e ammetti i punti deboli (ne hai?)
Testa e concentrazione in gara credo non mi manchino e penso siano un importante bagaglio (a volte anche eccessivo) che mi sono portato dietro dalle esperienze sportive passate.

Compenso questi lati con la poca voglia di allenarmi in alcune circostanze, specie in piscina dove per fortuna c’è Marta che mi rompe le scatole per farmi seguire i programmi, inoltre non sono sempre diligente a tavola e spesso mangio qualche “schifezza” di troppo, così ogni tanto le tocca pure farmi da nutrizionista 😛 

Arrivando dal podismo avevo il classico preconcetto che il mio punto forte fosse la corsa, mentre ero decisamente convinto che avrei dovuto lavorare soprattutto sul nuoto. In effetti in parte è stato così, poi però ho capito cos’è il triathlon: tre discipline un solo sport, credo dica tutto.

Al di là di questo ho potuto apprezzare particolarmente la bicicletta. Devo dire che è quella che mi affascina di più e in cui ho trovato fin ora le maggiori soddisfazioni, grazie anche alla mountain bike con la quale ho iniziato ad allenarmi questo inverno con il prezioso aiuto di Marco e Davide, che mi ha dato giovamento.

Mi piacerebbe in futuro migliorare sempre di più questa frazione per farla diventare un mio punto di forza, specie su terreni particolarmente adatti alle mie caratteristiche come tracciati vallonati o di montagna.

Fino ad ora qual’è stato il tuo traguardo più emozionante e quale il più soddisfacente?
Come disse il grande Enzo Ferrari la vittoria migliore è quella che deve ancora venire. Lo sport in generale e questo in particolare è una continua scoperta di sé stessi. Ci si diverte, si sta in compagnia, e si vuole andare più forte!

Potersi allenare e confrontare con la persona con cui si divide anche il resto della quotidianità credo sia una grande fortuna e vedere risultati concreti del lavoro svolto oltre a farmi piacere mi stimola per il futuro. Credo che la maggiore soddisfazione si trovi qui e nell’amicizia dei propri compagni e nei piccoli miglioramenti di tutti i giorni.

Detto questo il traguardo più emozionante nell’ultimo (e unico anno) di attività è stato forse il secondo posto ai Campionati Italiani S2 di Winter Triathlon a Tarvisio, assolutamente inaspettato ma che mi ha ripagato del duro lavoro invernale coordinato dal Coach Fabio e degli allenamenti svolti con la mountain bike. E’ stato infatti soprattutto in questa frazione che sono riuscito a recuperare moltissime posizioni e a conquistarmi il titolo di vicecampione che senz’altro difenderò e cercherò di migliorare l’anno prossimo.

L’anno scorso miglior esordiente con i nostri colori mentre quest’anno eri partito in testa al campionato sociale. Quali sono i tuoi obiettivi di questa stagione?
Naturalmente i miei obiettivi stagionali non sono legati al campionato sociale, non posso comunque nascondere che mi abbia fatto piacere partirne in testa anche se ovviamente il mio piano gare non mi da la possibilità di aggiudicarmelo…

Uno dei miei appuntamenti “clou” di quest’anno era il Triathlon Internazionale di Bardolino in cui mi sono tolto una grande soddisfazione migliorando di quasi 5 minuti il tempo dell’anno scorso e stampando un’ottima posizione in classifica. Non ho avuto altrettanta fortuna ai Campionati Italiani di Revine dove sono stato costretto al ritiro nell’inferno dell’ultima frazione run, peccato perché anche lì stavo facendo una gran gara e questo mi fa ben sperare per il futuro.

Ora la preparazione cambierà leggermente in vista di un traguardo diverso, ovvero l’Ironman 70.3 di Pola a fine settembre. Un obiettivo nuovo per me ma proprio per questo molto affascinante sotto tutti i punti di vista.

In mezzo ci saranno altre gare, in cui, anche se non preparate in maniera specifica, non mi risparmierò di certo!

Prova a sognare la tua gara ideale!
La mia gara ideale la vedo in una giornata di sole di mezza stagione, senza che ci sia troppo caldo! Partenza non troppo presto, anzi per me che non sono particolarmente mattiniero più tardi è meglio è! 😉

Zona cambio in un bel piazzale ordinato con una bella vista (anche l’occhio vuole la sua parte) e poi via, nuoto in un mare o lago limpido e cristallino ma senza onda, percorso magari con un doppio giro e uscita all’australiana per dare spettacolo!

Transizione veloce e si sale in sella a tutta per un giro unico in bici in mezzo a paesaggi collinari, vallonato con qualche strappo anche un po’ cattivo per far valere le doti da scalatore, mentre per la corsa va benissimo un multilap per salutare i compagni e farsi forza a vicenda, basta che non sia troppo noioso. Purtroppo nelle gare di triathlon questa frazione tende a diventare troppo spesso una “formicata”.

Cosa ti piace della nostra squadra, in cosa pensi potremmo migliorare?
Non c’è che dire, SBR3Athlon è una squadra unica! Non troverai mai a una gara tanti compagni che vengono (magari in bici) solo per farti il tifo e fare casino come i nostri. Inoltre la partecipazione è sempre ben nutrita e c’è sempre da fare gruppo per passare una giornata piacevole in posti, quelli delle gare, che di solito meritano anche per le caratteristiche paesaggistiche.

Anche quest’anno abbiamo tanti apprendisti e tante apprendiste. Cosa consiglieresti a chi vuole cominciare?
Di non focalizzarsi sul proprio sport di provenienza e di non pensare che il triathlon sia l’unione di tre sport. Le discipline sono tre ma lo sport è uno solo! Questo vale sia in gara sia (ancora più importante) nel piano di allenamenti. Sarà un consiglio banale ma ripetere non guasta mai.

Il triathlon è anche fatica e sacrifici e tanti ti chiederanno chi te lo fa fare. Cosa rispondi?
Prima di ogni allenamento mi fermo qualche secondo a pensarci. Qualcuno ha detto: “lo sport è il parco giochi della vita”. Naturalmente la risposta è questa, e cioè che ci si deve divertire, altrimenti tutto il resto non avrebbe senso.

Mi diverto quando sono da solo, quando usciamo in mountain bike in mezzo alla natura con i ragazzi, quando mi sparo le ripetute in pista, quando faccio qualche scampagnata o pizza insieme ai miei compagni, ma soprattutto quando sono con Marta, per qualche lungo in bici o allenamento in piscina o in acque libere o quando ci facciamo qualche bella corsa al tramonto, e spero di continuare a poterlo fare ancora per molto tempo.