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by Shark

Il mio tri-esordio!

luglio 11, 2017 in Racconti di Triathlon by Shark

Carmignano4
Sapevo che sarebbe arrivato… ed è arrivato con un po’ di ritardo. Dopo il forfait per motivi famigliari al 5° Triathlon Sprint Città di Oderzo, decisi di iscrivermi a questa prima edizione del Triathlon Sprint di Carmignano – La Tribale. Lago, una via di mezzo tra piscina e mare, seconda e terza frazione pianeggiante… Quale location migliore per il mio esordio?

Arrivato la mattina al Lago di Camazzole insieme al mio amico, nonché compagno di squadra, Vladi, andiamo subito a ritirare il pacco gara.

Pettorale nr. 107. Il mio stato d’animo è tranquillo, sto bene… Entrato in zona cambio comincio a sistemare bici, scarpette, scarpe run, caschetto e pettorale… tutto è al proprio posto… tutto perfetto! Da lì a poco ci sarebbe stato il briefing obbligatorio dei Giudici di Gara… Sono rimasto fermo davanti alla mia bici in contemplazione, cercando di ripetere nella mia testa i momenti delle transizioni… Sembra tutto ok… Si va al briefing… Alla fine del briefing non emerge nessuna novità particolare, anche perché, un mesetto prima avevo già effettuato una ricognizione del luogo di gara… Partiamo a piedi per raggiungere la zona di partenza e noto che il Garmin mi rileva i BPM un po’ troppo “su di giri”… Non ci faccio caso e proseguo. Le donne cominciano ad effettuare la spunta… tra pochi minuti partono… Neanche il tempo di sentire il “pronti” del giudice e subito arriva il suono della tromba. Partite. Tonnara. Caspita!!! La tonnara!!! Me n’ero proprio dimenticato! Ok, nessun problema, mi metterò defilato e tutto andrà bene.

Prima della spunta faccio un tuffo per vedere l’acqua com’è. Bella! Si sta bene in acqua! Qualche bracciata, tutto a posto. Quasi mi dispiace di uscire, si sta troppo bene.

A questo punto aspetto il mio turno per la spunta. Fatta anche questa. Tra pochi secondi si parte e i BPM arrivano a 95… Al suono della tromba avranno superato i 100…

Si parte, intorno a me pochi atleti. Le prime bracciate sono faticosissime, sono rigido, non riesco a respirare come ho sempre fatto, perché??? Panico!
Mi vengono in mente le parole che mi aveva detto Giovanni “FUMOGENO” due giorni prima: “Se ti trovi in difficoltà, fermati e ragiona”. Vabbè, mi fermo, cerco di rilassarmi, i BPM cominciano lentamente a scendere e vedo gli altri allontanarsi. Pian piano, bracciata dopo bracciata, comincio a nuotare, piano, ma almeno mi muovo.
La boa si avvicina, la supero, e punto dritto all’uscita. Mi giro, guardo indietro, e mi rendo conto, ahimè, che sto uscendo per ultimo.

Esco dall’acqua e sento una voce che mi incita gridando il mio nome… E’ lui, Fabio Pati, che a squarciagola grida: “VAI, VAI, VAI ANDREA”.

Arrivo in T1… tutto fila liscio, cambio perfetto, prendo la bici e la conduco a mano fino alla linea di salita. Sono solo, nessuno a cui accodarmi. I 20 km passano veloci, ci metto meno tempo di quanto avevo preventivato. Il percorso di 2 giri è veloce con qualche curva insidiosa, ma tutto scorre via tranquillo.

Arrivo in T2 e la gente mi incita, i bambini mi chiedono il cinque, adrenalina a palla, metto a posto la bici, tolgo il caschetto, infilo le scarpette, giro il pettorale e via… solo 5 km al traguardo… Comincio a correre “bene” (per me) sotto i 5/km… dopo un primo tratto pianeggiante, leggera salita e mi s’inchiodano le gambe. BUM!!! Esploso!!! Salgo subito sopra i 6/km… Ma non mollo… Riesco a superare qualche atleta davanti a me, peccato che fossero donne (ai fini della classifica) e proseguo. Discesa finale, ancora qualche metro e tutto è finito. Sono stravolto… Il caldo è soffocante. Quante emozioni in così pochi minuti! Vedo il gonfiabile dell’arrivo, lo speaker che legge il mio numero, il mio nome e cognome, il nome della la mia squadra…
E’ finita! Ce l’ho fatta. Ho portato a termine il mio primo triathlon!

All’arrivo il primo che mi viene incontro è Rocco Righetti, mi stringe la mano, mi fa i suoi complimenti, poi Andrea Bovo, Vladi, Alberto Buso… E ancora emozioni, anche dopo aver finito… Caspita che sport bellissimo che è il Triathlon! Adesso si riparte da qui, che non è un punto di arrivo, ma, anzi, un punto di partenza. So benissimo che di lavoro ce n’è da fare una marea, ma lasciatemi godere di questo bellissimo momento. Pronto a ricominciare ad allenarmi per la prossima sfida, che pensandoci bene, non è neanche tanto lontana. Grazie a tutti i componenti della SBR3ATHLON che non si sono mai tirati indietro davanti alle mie richieste e ai miei consigli.
Mi sento di appartenere a questa grande famiglia, e non smetterò mai di ringraziarvi per tutto quello che mi avete dato e che mi darete in futuro…
GRAZIE!!! GRAZIE!!! GRAZIE!!!

Il sogno si avvera: IM70.3Lanzarote

ottobre 6, 2016 in Racconti di Triathlon by alessia_shoe

lanzarote

Com’è andata…???

Tralascerò il racconto di Lanzarote per non rovinare la sorpresa a chi ci volesse andare, il racconto sará sulla gara per far sapere a chi ci volesse partecipare una serie di dettagli non trascurabili 😀

Siamo arrivati sull’isola circa 10 giorni prima della gara anche per poter provare tutti i percorsi, sopratutto la bici…

A Lanzarote le giornate sono sempre ventose ma per orientarsi e capire cosa ti aspetta devi solo guardare due cose: il movimento delle palme e un sito di surfisti che si chiama windguru con velocità del vento, raffiche e chi più ne ha più ne metta. viste le previsioni e i pro che montavano profili anteriori da 50, ci siamo catapultati a noleggiare 2 profili bassi, io ho girato il paese in preda ad una crisi isterica finché un negozio Bike mi ha venduto un cerchio per 20 euro

Arriva il giorno della gara
Ore 8.00 si parte, prima i pro tutti assieme , poi in vero old style uomini e donne tutti assieme, mi posiziono abbastanza avanti, per il mio obiettivo ero pronta a darle e a prenderle 🙂 e al contempo cercavo di stare con Fabio sicura che poi non lo avrei più visto… Si parte… apocalisse …si riusciva a nuotare ma dovevi continuamente stare attento a non rallentare, ero in mezzo agli uomini e non nuotavano proprio piano, ormai stavo sacrificando la vita per la causa e non potevo più tirarmi indietro 😛 mi sentivo bene, vevo conquistato i miei spazi e nuotavo con una buona frequenza … Verso l’ultima virata … Tutta a dritta e si esce
T1 velocissimo … E veloce parto in bici … Guardo il movimento delle palme e già avevo capito che avrei fatto la mia piccola Kona :-))) via verso Famara (il paradiso dei surfisti) in un lungo saliscendi tipico dei video di quelli veri… mi sentivo Daniela Ryf…chiedendomi se anche lei con 40km/h di vento stesse inclinata di 75 gradi rispetto al l’asfalto 😛 … A Famara si gira e via verso Teguise qui si sale di quella pendenza che riesci a stare in posizione e con il vento leggermente a favore ti convinci del tutto: sei Daniela Ryf 😀
Mentre pedalo sento una voce “ohhhh già qui sei” mi giro… Era Gabriele Fasano… mi passa… Dopo 40 km, ero nel lungo rettilineo che costeggia la costa verso la salita di tabayesco, vento micidiale contro, sole a picco, due triathlete panzer tedesche mi passano in modalità aereo, sabbia che si alzava, sento una voce dietro “ohhhh cosa ci fai qua” era Fabio… allora mi sono detta “eccheca@@o sto gareggiando eh ragazzi” poi un dubbio atroce mi è assalito, come avevo fatto ad uscire prima di loro a nuoto?? “…ecco ho saltato una boa e sono stata  squalificata” Ripasso a mente la mia nuotata …Scoprendo alla fine che ero effettivamente uscita prima ed avevo fatto pure un cambio più veloce: ero proprio in modalità o victoria o muerte!
Intanto Fabio mi passa con il ghigno serafico di chi va verso la sua riscossa…
Arriva la salita e, come da prassi lo prendo, facciamo due parole e lo stacco 😀 ma da dietro chi arriva??? La mia rivale italiana di categoria (ironman scrive la categoria sul pettorale e in bici è facile leggere) ormai avevo l’occhio dell’avvoltoio per leggere i pettorali …lei mi saluta e mi passa… la lascio andare con l’esperienza sempre di Daniela Ryf 😀 per non affaticare troppo le gambe… Mancavano ancora 8 km di salita (riparata dal vento) ma la tengo a tiro… si va in discesa si passa vicino alle mitiche pale eoliche di Lanzarote che girano a 1000, la discesa è durissima vento laterale obliquo, frenare è pericoloso se la bici si impalla rischi se ti va bene di volare sopra un giardino di cactus, poi via verso il ritorno… Intanto Fabio passa all’attacco e mi supera nell’ultimo rettilineo verso la Santa (il ghigno si era trasformato in vendetta)… E via gli ultimi 20 km di vento laterale verso il rientro… Madre de dios che patimiento!
Arrivo in zona cambio e lo trovo, il tempo di dirmi guarda che l’italiana è appena partita… T2 veloce e via in corsa … Fabio parte circa 1 minuto prima di me… Dopo 3 km vedo che comincia a voltarsi indietro … Stavo arrivando… E quando lo prendo gli dico “si sì sono io..” 😀 ridiamo facciamo due parole e mi dice vai a prenderla… Dopo 3 km lei si è fermata al ristoro … Io no e ho accelerato per aumentare il vantaggio (non sapevo della tedesca ormai era un girone dantesco e i pettorali illeggibili :-))) ) dovevo tenere, non sapevo se l’italiana avrebbe rimontato… ai giri di boa vedevo che si staccava sempre di più … Mi mettono il braccialetto dell’ultimo giro e già cominciavo a crederci ...taglio il traguardo, arriva Fabio e alla consegna del Chip il verdetto: 1^ di categoria e 30 assoluta su 93!!

Poi ho pensato alla slot, avevo vinto l’unica disponibile della mia categoria, la mitica slot per i campionati del mondo IRONMAN 70.3 nel Tennessee a Chattanooga, avevo 3 ore di tempo per decidere se prenderla, ma l’ho rifiutata per una serie di motivi, il vero mio obbiettivo l’avevo raggiunto…vincere il podio di categoria a Lanzarote è per sempre!

Il sogno, creatosi quasi per scherzo si era avverato!

Ps sono contenta di aver fatto felice un uomo, il marito della seconda di categoria che ha preso, a scalare, la mia slot … appena ho annunciato il rifiuto mi ha guardato e mi ha detto “grazie… così mia moglie ha smesso di rompermi i coglioni” …evidentemente non ci sono solo uomini invasati 😀

 

SBR3Athleta del mese: Mirco Maniero

giugno 29, 2016 in Racconti di Triathlon by direttivo

Si riapre il nostro spazio “semi”serio, in cui a turno avrete la possibilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni,  ;)

MIRCO MANIERO 

Come hai conosciuto SBR3Athlon?!
Quando nel 2011 ebbi la “malsana” idea di provare a praticare il nostro sport scoprii che era necessario affiliarsi alla FITRI e di conseguenza anche ad una squadra, possibilmente della zona.
Ero proprio all’oscuro di tutto quello che riguardava il triathlon e sinceramente non conoscevo nessuno che lo praticava già e che potesse consigliarmi e allora mi affidai a internet.
Chiaramente vennero fuori 2 super squadre qui in zona :Ligerteam e Treviso triathlon…e poi con una rilevanza mooooolto minore una neonata SBR3athlon di Martellago.
Ovviamente contattai prima la Liger (via email se non ricordo male) e poi Treviso Triathlon andando nel negozio di bici Km261 a Treviso; Ebbi però la sensazione di una accoglienza abbastanza “fredda” e impersonale…Per carità…non che mi aspettassi una accoglienza con tappeto rosso e cocktail (analcolico per me grazie ;-D ) di benvenuto…ma specialmente a Treviso alla mia domanda “ciao, vorrei informazioni per iscrivermi alla vostra squadra di triathlon” ebbi la sensazione di parlare con un impiegato di Poste Italiane (scazzato) prossimo alla pensione…boh…ricordo che ci rimasi pure male…sembrava che gli avessi seccati facendogli perdere loro del tempo con le mie domande (probabilmente stupide) da neofita.
Ci tengo però a precisare che quella è stata solo una mia impressione iniziale ma che poi ,conoscendo i ragazzi del Treviso Triathlon, è stata ampiamente smentita.
Ci tengo inoltre a ricordare che in occasione della trasferta in Austria per il mio primo IM in cui mi sono aggregato a loro per la parte logistica sono stati fantastici con me accogliendomi davvero come fossi uno di loro…davvero un bel gruppo!!
Vabbè…torniamo a noi…non soddisfatto dei contatti con queste due società provo a contattare via email questa SBR…ovviamente lascio il mio cell e poco dopo (beh…forse il giorno dopo per dire la verità 😀 ) mi squilla il cell e mi chiama un certo Anthony che presumo alcuni di voi ormai conoscano più che bene…che dire…un’ora di telefonata in cui dalla cornetta oltre alla sua voce usciva un entusiasmo a dir poco contagioso nello spiegarmi cos’era SBR3athlon , quale era lo spirito di quella squadra nata da poco, e inoltre Anthony ebbe una gran pazienza a rispondere alle mie numerose domande ….BINGO!!!! ecco cosa cercavo!! Sarò un triatleta SBR è deciso.
Sono passati 6 anni…Oggi le cose sono un pochino cambiate…magari un po’ è colpa mia ora che sono un po’ meno attivo/presente nella vita di squadra…ma inevitabilmente la squadra è cambiata da allora…siamo aumentati parecchio di numero…forse si è persa quella sensazione di essere una “armata Brancaleone allo sbaraglio” (sensazione che sinceramente a me piaceva moltissimo) … con molti di voi nuovi iscritti nemmeno ci conosciamo di persona (ma speriamo di sopperire presto a questa mancanza) … ma sono ancora convinto di aver fatto la scelta giusta quel giorno del 2011 w SBR3athlon!!!
Facciamo un passo indietro, come sei finita a fare triathlon? Riassumici il tuo percorso sportivo, anzi multisportivo! 
Iniziai a praticare sport esattamente da agosto del 1996…me lo ricordo facilmente perché coincise con il giorno in cui partii per il servizio militare.
Prima di allora avevo la “divanite acuta”e la “fame perenne” e i miei 90kg abbondanti di peso erano li a dimostrare questo stile di vita.
Ma a un certo punto ho deciso di prendere in mano la mia vita, soprattutto perché un adolescente grassottello cucca davvero poco e a 20 anni l’ormone ,si sa, è particolarmente attivo.
Scherzi a parte comincio a correre…correre…perdo peso…corro…perdo peso….mi iscrivo in una palestra a Olmo di Maerne…li conosco un certo Marco Boffo (che presumo molti di voi conoscano) che in quel tempo fa l’istruttore e con la bella stagione ci porta a fare il riscaldamento fuori correndo li nel quartiere.
In quel periodo non esistevano GPS; correvo e basta ;Marco vede che abbiamo un ritmo molto simile e dato che anche lui si sta avvicinando al podismo mi propone di correre con lui e di preparare insieme la nostra prima maratona.
Così diventiamo amici e ci alleniamo costantemente insieme ;mi insegna davvero molte cose sulla corsa e su come allenarsi…lui però è davvero anche in quel periodo un professionista di metodicità e costanza ; lui infatti dopo qualche gara insieme vola via per la sua strada con maratone in 2h40 (e poi ultramaratone con la Nazionale Italiana) mentre io mi assesto in mezze veloci (1h17”) e maratone così così …3h10’ Padova 2002 …3h13’ Venezia 2003.
Correre mi piace molto….ma è più il tempo in cui sono infortunato che quello che corro…meglio alternare qualche allenamento in bici….ecco….poco dopo mollo la corsa a piedi e mi metto a pedalare seriamente.
Mi iscrivo con il Team Biesse (poi diventata Prasecco-Biesse) e mi tolgo delle belle soddisfazioni anche in bici (100esimo assoluto alla maratona delle dolomiti…40esimo alla gran fondo di vicenza…una gara sociale vinta…sempre in “lotta” con i mitici Alberto Iaderosa e Renzo bianco per il podio al campionato sociale… bei tempi quelli!! in cui ho fatto davvero tante granfondo sempre difficili per lunghezza del percorso e dislivello…le sfide già allora mi piacevano 😀
Poi l’incidente in bici…una macchina mi taglia la strada…omero rotto vari tagli con punti….ma mentre il fisico si ripara la mente è più difficile da “gestire”….già in discesa non ero un drago…appena tornato in sella mi accorgo che in discesa ho paura…non mi diverto più…ho sempre il freno tirato…e decido di non fare più Granfondo e tantomeno di usare la MTB…è triste/frustrante superare centinaia di atleti in salita per poi vederli sfrecciare facendoti “marameo” in discesa; purtroppo questa paura un pochino mi è rimasta…peccato…davvero peccato  .
Perdendo lo stimolo delle gare (la scontanza è purtroppo una mia peculiarità) mi iscrivo alla più tranquilla neonata (era il 2008) palestra Virgin.
Un po’ di pesi, un po’ di nuoto (poco) ,spinning, e qualche corso in sala tanto per differenziare gli allenamenti e ,perché no, per rifarmi pure un po’ gli occhi.
Li conosco Filippo un istruttore adorato dal popolo femminile della Virgin (un altro istruttore??!!!ma asseme star!!! 😀 hihihi) che vedendo che ai corsi ci do dentro parecchio mi propone di far parte di uno sparuto gruppo di virginiani che guidati da lui vorrebbe partecipare a una gara di triathlon…e cossa xe sto triathlon? Si trattava di prepararsi per una gara a Lido di Venezia…un triathlon sprint…boh…ok ci sto…un paio di mesetti di allenamenti in compagnia e ci buttiamo in questa avventura… Troppo divertente!!! L’idea di unire due sport che amo tanto (corsa e bici) e uno che odio tanto ma che so che fa bene (nuoto) mi piace assai…ed eccomi ancora qui triatleta più che mai; credo di aver trovato lo sport che fa x me che mi permette di differenziare gli allenamenti e di non annoiarmi…certo….bisogna scendere a compromessi…non sono più un podista puro…non sono più un ciclista puro…nuotatore non lo sarò mai…però nel triathlon quello che conta è trovare un equilibrio tra le discipline perché spesso ci dimentichiamo che il triathlon non è da considerare come “tre sport uno dopo l’altro” ma come un’unica entità…alle volte mi dimentico questo particolare perché vorrei correre più veloce come i miei amici podisti, pedalare sempre a tutta e stare al passo con i miei amici ciclisti ,ma il triatleta (almeno ai nostri livelli amatoriali) non può essere ipercompetitivo in tutto…ci ho messo un pochino ad abituarmi a questa mentalità…forse ancora non lo sono del tutto…tutta colpa del mio spirito agonistico innato (che a volte lo reputo un pregio a volte un difetto…) che mi spinge sempre a dare il meglio che posso in gara e in allenamento.
Toglici una curiosità, come si passa da una gara di 10 ore a fare mezze maratone a 1h20? Come si conciliano lunghe distanze e gare veloci?

Bella domanda…boh…diciamo che alle volte il mio fisico stupisce anche me e spesso mi è capitato di fare alcune gare ad andature che in allenamento nemmeno mi sogno di fare…è una trasformazione che ho esclusivamente in gara…difficile da spiegare…premesso che seguo tabelle (e ultimamente nemmeno li) solo x gli allenamenti di podismo, direi che alla base ci deve essere un allenamento costante e una struttura (fisica e mentale) che regge gli stress fisici a cui sottoponiamo il nostro corpo.
Si lo so che è una banalità ma non ho altre spiegazioni o consigli da poter dare…ecco…una cosa che ho imparato da tanti anni di sport è che bisogna sapersi ascoltare.
Dico questo perché per anni mi son allenato seguendo senza “se” e senza “ma” le tabelle che mi davano…sole pioggia neve anche febbre…nulla mi fermava…se dovevo uscire uscivo e cascasse il mondo dovevo fare l’allenamento previsto alle andature previste….si certo…i miglioramenti ci sono stati…ma come accennavo prima l’infortunio era dietro l’angolo…ho deciso quindi di non ammazzarmi troppo in allenamento avendo poi come risultato di perdere un pochino in velocità ma guadagnandoci in salute e nel piacere di fare sport…solamente in gara tento l’impossibile e provo delle andature azzardate…e direi che spesso mi va bene e riesco a tenere ritmi molto più veloci del previsto…non è proprio una tattica di gara da manuale però spesso funziona: parto in bomba a tutta e se poi vedo che riesco a tenere arriva il tempone altrimenti calo il ritmo e cerco di finire comunque degnamente la gara…ma almeno ci ho provato…preferisco avere il rimpianto per una gara andata male causa crisi da ritmo eccessivo piuttosto che il rimorso di non aver provato a dare il massimo.
Comunque ora da quando sono papà i tempi per allenarmi sono diminuiti e con loro i ritmi in corsa…non importa…ogni cosa a suo tempo e comunque sono contento di riuscire comunque a mantenere di ritmi più che decenti sia a piedi che in bici.
Nelle gare lunghe invece le cose cambiano (anche se tendenzialmente tendo a strafare pure li) e pur cercando di tenere ritmi “alti” cerco di lavorare più di testa che di gamba perché è inevitabile che in dieci ore di gara non si può andare sempre al massimo; e devo dire la verità che in queste gare “estreme” trovo il mio ambiente ideale…perché il cuore non è mai altissimo e non si ha sempre il Garmin sott’occhio per controllare ritmi o tempi…ma questo “purtroppo” mi capita solo quando faccio IM …fino al mezzoIM per me in gara vuol dire andare a tutta…ecco perché per assurdo mi stanca di più un olimpico o un mezzo rispetto ad un full..si lo so…sono strano…e la cosa non mi dispiace 😀 hihihi


Svelaci i tuoi punti forti e..ammetti i punti deboli (ne hai?)

Reputo che la mia passione per la bici da strada (sia in piano che in salita) rendano questa disciplina la mia preferita in assoluto anche se purtroppo per praticarla come si deve è richiesto molto tempo e quindi (specialmente in questi ultimi 2 anni) tendo a trascurarla un pochino ;la corsa è la disciplina che riesco tendenzialmente a curare meglio anche se gli ormai cronici problemi di pubalgia mi impediscono di fare più di tre allenamenti settimanali e mai in due giorni consecutivi; il mio punto debole è senza dubbio il nuoto ma onestamente non faccio nulla (e non mi interessa farlo) per migliorare questa situazione.
Nuotare non mi piace…lo faccio…a volte anche volentieri…ma mi limito a fare su e giù per un tot di vasche e sono fondamentalmente monoritmo.
So comunuque che il nuoto fa bene e nuotare in acque libere mi spaventa e mi da allo stesso tempo una scarica di adrenalina pazzesca quindi anche in questo caso riesco a trovare il lato positivo nel nuoto del triathlon.
Inoltre reputo un mio punto forte la forza di volontà che mi spinge senza mai lamentarmi ad alzarmi praticamente tutti i giorni all’alba per allenarmi …e la tenacia a non mollare mai in gara anche nei momenti di estrema difficolà (come è successo nella maratona del VeniceChallenge ad esempio) …e non ultimo, la determinazione quando mi prefiggo un obiettivo.
Per contro reputo una debolezza la mia incostanza , la mia golosità a volte esagerata e la mia incapacità di abbinare ad un allenamento (anche se un pochino “fai da te”) che comunque da i suoi risultati ad un regime alimentare adeguato(non parlo di dieta!!) che secondo me farebbe la differenza anche nelle prestazioni; ma siamo atleti amatori…lo sport seppur praticato “seriamente” come credo di fare io rimane pur sempre un hobby, un motivo di svago, un modo per scaricare le tensioni e, perché no , un modo per potersi permettere ogni tanto (per me ogni spesso per dire la verità 😀 hihihi) qualche fetta di torta in più ….quindi lasciamo la perfezione ai PRO e io mi godo quello che riesco a fare…accettando e gongolandomi per i miei punti forti e accettando i miei punti deboli senza troppo accanirmi nel ridimensionarli.
W i difetti e i punti deboli 😉

Qual è stata la tua prima gara di triathlon? Che ricordo hai?


Triathlon cronosprint a Lido di Venezia…se non ricordo male il 1 maggio 2011
Ho un ricordo bellissimo di quella gara perché davvero non avevo idea cosa fosse fare un triathlon e vedevo quella gara come una sfida davvero difficile…ora ci rido su pensando che era “solo” uno sprint ma come tutte le novità c’era un misto di paura curiosità adrenalina incoscienza spirito agonistico e il tutto fu accompagnato da tante risate con i compagni di avventura e da una giornata meteorologicamente splendida…la gara andò anche bene …mi pare di aver finito in 1h07’ ma poco importa…lo avevo portato a termine e quella fu già una grande vittoria!

Fino ad ora qual’è stato il tuo traguardo più emozionante e quale il più soddisfacente?


E me lo domandi pure??? 😀 hihihi
Ogni gara lascia qualcosa di speciale come “regalo” ed è per questo che è bello gareggiare…un pochino dispendioso economicamente per dire la verità…ma bello; non sempre (anzi quasi mai) è il tempo che ci si impiega per finirla che conta davvero ;una può essere ricordata per il tempone (xtrim triathlon distanza olimpica del 2012), una può essere ricordata come la prima gara di triathlon in assoluto fatta (cronotriathlon a Lido di Venezia 2011) ;una può essere ricordata perché hai passato un bel we di sport e relax con la persona amata (triathlon medio di Nibbiano giugno 2014) , una per le zanzare (lido di Volano 2014)….e potrei continuare ancora per molto ricordando per ogni gara lunga o corta che sia quello che mi ha lasciato.
Ma non ho dubbi nel dire che l’emozione che comporta preparare partecipare e finire il proprio primo IM nel mio caso non ha avuto rivali con nessun’altra impresa sportiva che abbia mai fatto prima in vita mia ( e ne ho fatte di cose da matti!! :-D).
La gara è solo la punta dell’iceberg di un tripudio di emozioni che iniziano mesi prima…se non ne hai mai fatto uno, solo l’idea di fare un IM ti fa girare la testa perché pensi sia una cosa impossibile e al limite delle possibilità fisiche di chiunque…poi quando prendi la decisione ti senti forte, esageratamente direi “immortale” 😀 hihihi…poi il click su “registration” ti fa salire una paura folle pensando” ma cosa ho fatto!!!!non ce la farò mai a finirlo”…poi guardi la quota d’iscrizione e una lacrimuccia e una maledizione sottovoce è inevitabile…ma poi vivi mesi con la tensione positiva che ti da la carica per allenarti..allenamenti spesso lungi e intensi…poi ogni cosa che va storta (dal giorno di pioggia ad un raffreddore ad una vescichetta sul piede,ecc..) mettono in discussione tutti i mesi passati ad allenarsi…quindi panico e rassegnazione…ma poi arriva il giorno della trasferta…non posso dimenticare quei giorni…li si perde la lucidità…sei tutto preso a non dimenticare niente e l’euforia ingiustificata regna padrona nella tua mente…poi il vero terrore prima di buttarti in acqua, quello che ti fa tremare le mani senza possibilità di fermarle…in bici felicità pura…in maratona sofferenza pura…e poi l’arrivo…ragazzi…credetemi…il primo IM non si scorda più…per tutta la vita!!!Non voglio descrivere l’emozione che si prova in quel momento ,non riesco nemmeno a descriverla…me la tengo per me, ognuno ha la propria, e tiro fuori dal cassetto della memoria questo momento ogni volta che sono in difficoltà, ogni volta che sono triste ogni volta che penso di non riuscire a fare una cosa anche (anzi soprattutto) extra sportiva;
quell’emozione è ora la mia arma segreta, il mio asso nella manica e me la tengo stretta.

Auguro a tutti voi di provare emozioni sportive simili… e ora…lecchinata moment…sono stato davvero onorato di essere uno dei primi SBR a fare un IM (ricordo commosso la torta gigante che ci è stata fatta dalla squadra al nostro rientro) e sono stato felice di condividere questa esperienza con il grande Anthony che da quel giorno e per sempre sarà il mio Ironfradeo come ormai ci chiamiamo da quel giorno…perché la gara è importante…ma molto dipende anche con chi si divide questa gioia…ovviamente penso a Ilaria in primis e naturalmente a Anthony…perché in due (o più) ci si conforta…confronta…ci si aiuta…da solo non sarebbe stata la stessa cosa.
Quindi non ho dubbi su quale sia stata la mia gara più emozionante…e pure quella più soddisfacente visto il tempo inaspettato per finirlo…IM Klagenfurt 2014.
Certo però che anche l’arrivo al Parco san Giuliano il 5 giugno 2016 al Venice Challenge con la mia adorata piccola Beatrice tra le braccia e Ilaria,i miei genitori, mio fratello, i compagni SBR e un sacco di amici ad incitarmi….se ci penso…mi fa venire ancora i brividi!!!!

Sembra ieri il tuo traguardo al Challenge Venice e già starai pensando al triathlon lungo all’Elba, sono questi i tuoi principali obiettivi di quest’anno?


Senza dubbio quest’anno ho voluto esagerare…ma ELBAMAN lo sogno da quando faccio triathlon…perché adoro l’isola d’Elba e perché i 2500mt di dislivello della frazione bike mi stuzzicano non poco…altra bella sfida che però ora posso fare con cognizione di causa e non andando allo sbaraglio in quanto ormai credo di sapere cosa vuol dire preparare un IM e mi sento pronto ad alzare un pochino l’asticella della difficoltà….e l’opportunità del “the double” era troppo ghiotta per non approfittarne.

E dopo una sfida del genere?!?! Cosa ci aspettiamo?

Tanto riposo 😀 hihihihi

Il 2017 è tutto da programmare ma mi piacciono le sfide credo sia un po’ chiaro a tutti…ormai ho trovato il mio habitat naturale nelle lunghe distanze; difficilmente mi vedrete in Olimpici o Sprint.

Finchè avrò tempo per allenarmi (senza togliere troppo spazio alla famiglia) e finchè il mio fisico me lo consentirà credo che darò la mia priorità a Ironman possibilmente unendo sport a vacanza con la mia bella famiglia e con gli amici Luca e Giacomo e le loro famiglie (altrettanto belle) con cui abbiamo costruito una bella amicizia anche al di fuori della zona cambio; comunque se qualcuno mi vuole proporre qualcosa di cazzuto …di cazzuto veramente…sapete dove trovarmi …potrei accettare 😀 hihihi

Prova a sognare la tua gara ideale!

Ohhh…che bello sognare 😀

Mi immagino tuffarmi in acqua come la Cagnotto per poi nuotare leggero come una piuma a pelo d’acqua mentre supero Gregorio Paltrinieri che non riesce a stare al mio ritmo…poi esco in T1 e mi trovo una hostess (possibilmente Scarlett Johansson) che mi ristora con del tè caldo (o freddo se fa molto caldo) mentre mi tampona con un soffice asciugamano per asciugarmi delicatamente…sogno una bici con il tachimetro sempre sopra ai 40…vabbè stiamo sognando…facciamo pure 45km/h…arrivare fresco e profumato come una rosa al T2 e correre tranquillo a 4 netti al km per poco meno di tre ore…si insomma…faccio prima ad andare in anagrafe e cambiare il mio nome da Mirco maniero in Jan Frodeno 😀 hihihihi

Scherzi a parte non c’è soddisfazione senza un pochino di sofferenza quindi la mia gara ideale è quella in cui arrivo al traguardo anche stringendo i denti cercando di dare il 150% di quello che ho ma sempre col sorriso (a volte nascosto dalla smorfia di stanchezza).

Se ho dato tutto, se mi sono divertito, se mi sono “sfogato”, se sono stato in ottima compagnia prima e dopo, e se sono arrivato prima di Anthony quando è in forma (quindi impossibile!!!!) 😀 hihihihi direi che quella è la mia gara ideale…il top in verità sarebbe fare una gara così come ho appena descritto….ma senza l’abbronzatura con segno del body che, lo ammetto, odio profondamente 

Cosa ti piace della nostra squadra, in cosa pensi potremmo migliorare?

Involontariamente ho già risposto a questa domanda nelle mie risposte precedenti.

In SBR3athlon sin dall’inizio mi son sentito “ a casa”, mi sono sentito coccolato e SBR mi ha dato la possibilità di conoscere molte belle persone con la mia stessa passione.

Ho provato anche ad essere parte attiva nella squadra per un certo periodo entrando nel direttivo ma quando mi sono reso conto che l’apporto che potevo dare non era sufficiente ho deciso di fare un passo indietro dimettendomi dall’incarico assegnatomi; purtroppo o per fortuna oltre lo sport in quel periodo avevo anche altre passioni/impegni (tra le altre cose suono/suonavo la batteria in un gruppo rock) e tra allenamenti famiglia musica(prove e concerti) lavoro non sono riuscito a dare l’apporto che avrei voluto…vabbè…ecco perché dobbiamo sempre ricordarci che dietro una grande squadra come è SBR c’è un direttivo che si fa il mazzo per noi e fa davvero tutto quello che può per darci il meglio possibile.
Colgo l’occasione quindi per ringraziare loro per quello che fanno per noi ricordandoci che lo fanno a titolo gratuito privandosi di parte del loro tempo libero.

Lo spirito di SBR3athlon nonostante un aumento degli iscritti dovuto sicuramente al boom del triathlon negli ultimi anni è rimasto lo stesso degli inizi e questo secondo me è un vero punto di forza della nostra squadra.
Goliardia e voglia di ridere e scherzare tra una fatica e l’altra sono sempre presenti.

Essendo in tanti però le conoscenze sono un po’ meno “profonde” rispetto ai primi tempi in cui eravamo una trentina o poco più e la tendenza (più che giustificata) è quella di dividersi in piccoli gruppi con cui condividere allenamenti, gare, e coltivare pure qualche bella amicizia; siamo 100 ormai e questo è inevitabile.

Si può sempre migliorare ma dobbiamo anche ricordarci che siamo una squadra no profit di amatori e non dobbiamo pretendere troppo dalla squadra/direttivo.

Io sono del parere che la strada che ha intrapreso SBR sia quella giusta e che bisogna continuare così; già la diminuzione della quota di iscrizione è un bel segnale che SBR ha voluto lanciare e che io (ma presumo anche voi) ho apprezzato tantissimo…L’unico appunto “negativo” che mi sento di dare è la decisione (dal 2011 a oggi) di aver cambiato colori sociali del body x tre volte; infatti ora mi trovo in armadio 2 body (prima serie) neri e arancioni, un body (quello ufficiale) nero con bordi gialli, un body spezzato (prima serie) nero bordi gialli …vedendo in gare lunghe compagni correre con un body spezzato ancora diverso (nero con parte superiore gialla);Ecco…siamo una squadra…ci deve essere un body uguale per tutti.

Detto questo ribadisco la mia ferma convinzione che il servizio che ci da SBR è davvero soddisfacente e sono davvero felice di essere un SBRrino 😉 .

Anche quest’anno abbiamo tanti apprendisti e tante apprendiste.. cosa consiglieresti a chi vuole cominciare?


Consigli? Io??ma mi faccia il piacere!!! 😀

Sicuramente a livello tecnico sono troppo un “cialtrone fai da te” per poter dar consigli sensati agli apprendisti; il mio concetto di allenamento da un bel po’ di tempo è “mi sveglio…mi chiedo cosa ho voglia di fare…quanto tempo ho?…e se posso… lo faccio.

Scherzi a parte io dico a chi si appresta a debuttare nel triathlon di non fare il passo più grande della gamba…di iniziare dalla brevi distanze e poi tempo e voglia permettendo di aumentare le distanze e di arrivare alle gare che si prefiggono come “Traguardi” preparati adeguatamente.

Io ho forse bruciato anche un pochino le tappe passando quasi subito ai triathlon lunghi ma venendo già da esperienze sulle lunghe distanze sia a piedi (maratone) che in bici (granfondo) sapevo già di avere una “predisposizione” alle gare lunghe…preferisco la resistenza alla velocità.

Così ora riesco ad avere un buon compromesso cercando a essere “veloce” nei mezzi IM e resistente nei Full.

Amici apprendisti/apprendiste seguite anche voi la vostra “predisposizione” …divertitevi…soffrite q.b. … allenatevi in compagnia che sicuramente è più divertente ma non dimenticate la bellezza di allenarsi da soli con voi stessi seguendo i vostri ritmi (in compagnia è difficile trovare chi ha il tuo stesso ritmo) che sia in sella alla vostra bici o in una strada deserta correndo a piedi (a me piace molto questa sensazione di “solitudine”) o immersi (in tutti i sensi 😀 hihihi) nei vostri pensieri in piscina… azzardate tempi e distanze che vi sembrano irraggiungibili …e ricordatevi che nulla è impossibile se lo si vuole veramente… godetevi tutto quello che di positivo può dare questo bellissimo sport che amiamo tanto!!!!

Buon triathlon e speriamo di conoscerci presto personalmente!!!

L’esordio Olimpico a Bardolino

giugno 20, 2016 in Racconti di Triathlon by rapace57

Una emozione grandissima , una gioia indescrivibile una sensazione di benessere più mentale che fisica,un esperienza da provare, un esperienza da condividere con le persone alle quali si tiene di più nella vita , questo è quello che ho provato ieri alla conclusione del mio primo triathlon olimpico …..e non solo prima gara su distanza olimpica ma prima gara di triathlon in assoluto ( fatto salvo uno sprint nuotato però in piscina) …se poi ci mettiamo che la location della manifestazione è stata Bardolino capirete che il tutto ha acquistato un che di magico !!!!

Me lo sono goduto in toto questo momento me lo sono gustato a partire dal giorno prima la gara vivendo l’atmosfera della preparazione di quello che il giorno dopo sarebbe stato il teatro della mia avventura e di quella di altri1999″atleti” che come me avevano deciso di parteciparealla gara piu partecipata e importante in Italia…2000 appunto !!!!

Zona cambio in due piani ,mai vista prima, stand numerosissimi e super allestiti, location stupenda , clima da grande evento quale é il 33° triathlon internazionale olimpico di Bardolino.

Me ne avevano parlato in tanti dell atmosfera che si respira in quel giorno, del fatto che quella gara è LA gara , che se la fai una volta di sicuro vuoi rifarla anche l’anno dopo . Io non capivo , non sapevo , non potevo sapere non è il mio sport!

E in un amen mi ritrovo in zona cambio pronto a preparare il necessario per l’evento !!!

Faccio fatica a riconoscere gli stessi posti nei quali avevo passeggiato il pomeriggio del giorno prima…..bici dappertutto, palco con speaker e musica a palla , transenne che delimitano il tutto, un sacco di gente pronta a godersi lo spettacolo , perché di spettacolo si tratta .Io mi sento come un pesce fuori d’acqua, guardo gli altri atleti e mi sembrano tutti dei fenomeni, sicuri di loro e consapevoli del tutto .

Io no, che ci faccio li in mezzo a tutti questi Rambo…..bhooo.

Ripasso mentalmente se ho portato tutto il necessario….1898 è il mio numero di partenza , trovo la postazione, la bici c’è, il casco c’è gli occhiali le scarpe il cappellino le scarpe da bici …tutto ok .

Posso uscire , rilassarmi e pensare alla frazione nuoto…il mio piccolo incubo ! Manca un’oretta alla partenza della prima batteria…..io partirò nell ultima (so scarso ne ghe ze niente da far) per cui una mezz’oretta dopo i primi .

Non so cosa fare …mi siedo? …indosso la muta e provo l’acqua ? E …e se invece faccio una corsetta ???? Intanto inizio a vedere qualche mio compagno di squadra …trovo Anthony che con la sua presenza e solita gentilezza mi tranquillizza un po’ dandomi consigli su come affrontare la frazione bici ….vedo Roberto amico e compagno di allenamenti . Be dai non sono l’unico ad essere un pò in agitazione . Mi guardo in giro e tutti quelli che prima mi parevano dei fenomeni e sicuri di loro cominciamo ad assomigliarmi un pò …tutta questa spavalderia npn la vedo più nei loro gesti

Sono gasato e allo stesso tempo agitato….ho deciso!

Mi metto la muta e vado a provare la acqua !!!!

L’ultima volta che avevo nuotato in gara era stato a Lovadina in quello che avrebbe dovuto essere il mio debutto nel triathlon olimpico ma che per cause meteo non abbiamo portato a termine….ma la frazione nuoto eravamo riusciti a farla e per me era stata un incubo …crisi di panico.

E se mi ritorna , e se faccio due bracciale e poi non riesco più ad andare avanti???? Non ci pensare Claudio…..Mi butto in acqua e mi accorgo subito che é tutto ok …sò nuotare in fondo lo faccio fin da bambino!

La giornata è stupenda sole ma non troppo caldo e l acqua è un olio tutto perfetto per un neofita .

Faccio due bracciale e incontro altri atleti che come me testano il campo di gara ..”ciao come va ??? Tutto ok ? Parole di routine per scoprire che tanti come me sono alla prima esperienza e tutti abbiamo gli stessi obbiettivi e soprattutto le stesse paure….c’è la farò ad uscire vivo da sta storia???
“In bocca al lupo ..Crepi” In bocca al lupo a voi ” Decido che è ora di prepararsi alla partenza , e nuotando verso riv.a

lo sguardo non può non andare a tutta quella gente allineata sul lungo lago in attesa della partenza .

Eccola la partenza ….lo speaker annuncia a gran voce che la prima batteria ,quella delle donne pro é andata …mezz’ora e tocca a me …!!!

L adrenalina si fa sentire , esco dalla acqua trovo i miei compagni di avventura e ci avviamo pian piano verso il pontone di partenza. Questa mezz’ora passa in un minuto….Roberto si posiziona sulla sinistra del pontone…..” tu vai a destra ” mi dice…” respiri a sinistra per cui vai meglio a vedere le boe ” …”giusto Roberto grazie “io non ci avevo pensato comincemo ben…!! Siamo in acqua dietro di noi più nessuno, solo spettatori .

Occhialini posizionati ….guardo le boe e mi sembra impossibile che io arrivi fin lì…sono lontanissime ….saranno chilometri non 1 km e mezzo !!!!

Beeeeeeeeeeeepppp …..!!!!!!

La tromba della partenza annulla tutti i miei pensieri …vai Claudio penso il momento è arrivato .

Una bracciata due tre …mi tengo alla larga dalla confusione come tante volte mi è stato suggerito…penso a Fabio, Federico , Daniele., ma poi non posso più pensare a niente se non a nuotare…calma Claudio ….!

I primi 250 metri sono passati e ancora non sono anonegato ..la crisi non arriva,mi sento da dio…sto nuotando bene, mi sento bene, non sto facendo fatica e la respirazione è perfetta , le braccia girano bene .

Ogni tanto penso ai consigli tecnici del mio amico Andrea, colui che mi ha ” insegnato ” a nuotare …ma non posso pensare troppo ..nuota Claudio nuota cerca di farlo al meglio ma nuota!!!! 500..750..1000 metri . Le boe le vedo passare e dentro di me cresce la consapevolezza di avercela fatta , ma non mollare proprio adesso .

Non so se sono ultimo,primo, in mezzo al gruppo , non lo so lo scoprirò poi , ma non me ne importa poi molto io sono già felice e ogni tanto mi scappa un sorriso tra le bolle dell’ossigeno del mio respiro ….1250 …penso a Nicoletta che mi sta aspettando e che sarà già in pensiero nel non vedermi arrivare ..” arrivo amore arrivo .Stavolta nn mi vedrai arrivare nuotando a rana te lo giuro , e poi devo uscire dall’acqua col sorriso sulle labbra te l’ho promesso ….!! 1500 metri ….ma come è già finita ????

Mi stavo divertendo a nuotare .. posso rifarla per poter nuotare un pò più veloce ???

Sono fuori dalla acqua ..il sorriso cè e non è difficile per me averlo .

EVVVVVVVAI è andata.

Sento la voce della Nico che mi incita ma non capisco dov è..ma la sento e sono felice . Inizio a correre e verso la zona cambio e penso che adesso per me é tutto più facile ….la bici è il mio!!!

“Oi Robi ” io 1898 lui 1900 siamo in T1 assieme.

Ho nuotato benino allora se anche Roberto è in T1 con me ….lui parte io un pò dopo lo raggiungo ….! La frazione bici vola … purtroppo partendo così dietro nn posso pretendere di trovare “aiuti”… solo Marco …ci presentiamo ciao Marco io Ciao Claudio …e iniziamo una piccola collaborazione …fin che lui molla e mi dice vai io non c’è la faccio…..grazie !

Spingo sui pedali ma penso sempre alla corsa …non strafare che poi la paghi !

Ultimo discesone si entra nel centro città e anche la frazione bici é già finita …VAIIII CLAUDIO …Nicoletta é li ad aspettarmi….io sono carico e ancora in forze sorriso stampato sulle labbra e pronto per la 10 km .

T2 abbastanza buono e via….in mezzo a migliaia di persone che ci applaudono mi sento uno vero …!

Arrivo al primo cartello. 1/6 km e penso già alla gioia di quando quel cartello che a me indica 1°km indicherà invece il 6°…passo il primo ristoro e per terra centinaia di bottiglie e spugne usate ….cavoli sono proprio indietro.

Ma poi penso si perché sei partito dietro..non mollare . Un altro sorriso …un gruppo di tedeschi ad ogni passaggio ci fa la ola …bravissimi e stimolanti. 2.3.4.5 km fatti ! Per strada vedo Anthony, Vladimiro, Roberto, Pierpaolo tutti in gara chi avanti chi indietro ma in gara ..bellissimo !!!!!

Passo davanti al traguardo per il primo giro e sto già pensando che la prossima volta che sarò lì sarà finita ….6 7 8 9 km …..sto bene.

Ancora 1 km e tutto sarà finito..dai Claudio accelera….ma poi penso se accelero finisco prima…e io non voglio che questa cosa finisca ….è tutto troppo bello .

Ma non mi posso mica fermare ….750..500….250 ed eccolo il traguardo …la musica a palla la voce dei miei amici, Andrea tra tutti ,che con il suo vocione mi incita” GRANDE CLAUDIO VAIIII” l’applauso delle persone ……va bene allora al traguardo faccio l arrivo col salto come quelli veri …e se mi prende un crampo e faccio una figura di m…? non importa sono troppo felice …arrivo col salto e tutto va bene !!!! ARRRRRRIVATO ……!!!! CLAUDIO CLAUDIO …è la voce della Nicoletta che mi chiama …BRAVOOOOO AMORE !!!! Ma come è giá finita .????.. voglio ripartire….rivivere tutte quelle stupende emozioni …. ma non si può!!! Al traguardo c’è già Anthony ….mi abbraccia e mi fa i complimenti….e questo abbraccio lo ammetto mi ha emozionato e ha dato un senso a tutto quello che avevo fatto. Assieme abbiamo aspettato gli altri che stavano arrivando…Vladimiro, Roberto, Pierpaolo, Luca ….tutti al traguardo e per tutti un abbraccio e un sorriso . !

La festa continua tra racconti e aneddoti di gara….l’adrenalina comunque non cala …siamo tutti eccitati e carichi …nemmeno stanchi. Rimango li in zona arrivo come per allontanare il momento in cui tornerò a rivestire gli abiti di persona “normale “e smetterò di essere il “protagonista” di una storia eccezionale !!!!

Ma dentro di me e di tutti noi resteranno tutte le emozioni , i pensieri, i ricordi le aspettative e le paure di questa splendida e indimenticabile giornata. GAME OVER !!!! Adesso capisco…..l anno prossimo voglio esserci di nuovo !!! E ci sarò !!!!

Non a caso non parlo di tempi , di classifica, di medie o di posizioni di categoria….non era,e non è stato il mio obbiettivo…..io ho vinto la mia gara e l ho vinta assieme a tutte quelle persone che mi sono state vicino …..penso a Nicoletta Andrea Roberto e tante altre . Mentre scrivo mi sento un po’ scarico….per quasi un anno mi sono preparato per partecipare a questa gara e adesso che tutto é finito mi manca l obbiettivo !!!! Allo stesso tempo mi sento carico perché di obbiettivi c’è ne sono a migliaia…in fondo é stato solo l inizio !!! Non sono più un ” neofita” ma di cose da imparare e da migliorare c’è ne sono sempre….!

Intanto posso dire di avercela fatta e credetemi non ne ero così scontato !!!! Adesso é giusto lasciar decantare il tutto, sicuro che tra un po’ di tempo quando rileggerò questo racconto rivivró tutte le emozioni che ho provato e che spero di essere riuscito a trasmettere anche a voi .

Un ultima cosa mi sento di poter dire…il triathlon non é come tutti pensano uno sport per super-uomini ……ma per uomini determinati , decisi, motivati , curiosi….si curiosi di cercare e capire , senza aver paura di trovarli, i propri limiti !!!!

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by anthony

Irondelta 2016: SBR3ATHLON presente!

aprile 18, 2016 in foto & video, Racconti di Triathlon by anthony

 

Aperta la stagione del tria per SBR3ATHLON!Irondelta 2016, oltre a Mirco in gran forma (passo da 4’15 sulla mezza finale) che si porta a casa “la Coppa”! Un grande applauso ai nostri 3 nuovi freschi “mezzi” Riccardo, Davide e Rudi ! Belle prestazioni della squadra in questo “allenamento” competitivo in vista di prossimi appuntamenti della nostra stagione 2016 ! Com’è andata ragazzi?

 

Volano

 

PETT COGNOME NOME TEAM TEMPO DIST. CAT
DOPO IL NUOTO
190 LA SALANDRA ANTHONY SBR 3ATHLON 0:25:53 +5:40 S3
324 PAROLINI PAOLO SBR 3ATHLON 0:26:26 +6:13 M2
246 BISCONTIN ANDREA SBR 3ATHLON 0:27:42 +7:29 M1
166 INCAINI RICCARDO SBR 3ATHLON 0:29:20 +9:08 S2
279 RONCHI ANDREA SBR 3ATHLON 0:29:39 +9:26 M1
95 VIAN RICCARDO SBR 3ATHLON 0:29:52 +9:39 M4
338 DONI FEDERICO SBR 3ATHLON 0:30:02 +9:50 M3
15 MANIERO MIRCO SBR 3ATHLON 0:30:18 +10:05 M1
298 DA LIO MARCO SBR 3ATHLON 0:30:49 +10:36 M2
204 BALLARIN RUDI SBR 3ATHLON 0:31:00 +10:48 S4
253 COLTRO GIANLUCA SBR 3ATHLON 0:31:53 +11:40 M1
236 ZANELLA GIACOMO SBR 3ATHLON 0:33:23 +13:10 S4
219 FRANZOI MATTEO SBR 3ATHLON 0:34:41 +14:28 S4
271 PACQUOLA DAVIDE SBR 3ATHLON 0:35:17 +15:04 M1
155 DEMARCO GIOVANNI SBR 3ATHLON 0:36:03 +15:50 M1
311 GIROTTO DANIELE SBR 3ATHLON 0:42:59 +22:46 M2
AL T2
15 MANIERO MIRCO SBR 3ATHLON 2:46:11 +16:48 M1
166 INCAINI RICCARDO * SBR 3ATHLON 2:53:08 +23:45 S2
190 LA SALANDRA ANTHONY SBR 3ATHLON 2:54:37 +25:14 S3
279 RONCHI ANDREA SBR 3ATHLON 2:57:53 +28:30 M1
298 DA LIO MARCO SBR 3ATHLON 2:58:13 +28:50 M2
338 DONI FEDERICO SBR 3ATHLON 2:59:48 +30:25 M3
246 BISCONTIN ANDREA SBR 3ATHLON 2:59:48 +30:25 M1
95 VIAN RICCARDO SBR 3ATHLON 2:59:55 +30:32 M4
204 BALLARIN RUDI SBR 3ATHLON 3:00:25 +31:02 S4
324 PAROLINI PAOLO SBR 3ATHLON 3:10:37 +41:14 M2
271 PACQUOLA DAVIDE SBR 3ATHLON 3:10:45 +41:22 M1
253 COLTRO GIANLUCA SBR 3ATHLON 3:15:47 +46:24 M1
236 ZANELLA GIACOMO SBR 3ATHLON 3:17:50 +48:28 S4
155 DEMARCO GIOVANNI SBR 3ATHLON 3:20:00 +50:37 M1
219 FRANZOI MATTEO SBR 3ATHLON 3:26:48 +57:25 S4
FINALE
1 1 PEDERZOLLI ANDREA CUS TRENTO 3:48:53 S2
34 15 MANIERO MIRCO SBR 3ATHLON 4:15:17 +26:24 M1 6
84 190 LA SALANDRA ANTHONY SBR 3ATHLON 4:29:21 +40:28 S3 13
107 166 INCAINI RICCARDO SBR 3ATHLON 4:34:10 +45:18 S2 9
115 298 DA LIO MARCO SBR 3ATHLON 4:36:35 +47:43 M2 20
144 95 VIAN RICCARDO SBR 3ATHLON 4:41:51 +52:59 M4 3
155 246 BISCONTIN ANDREA SBR 3ATHLON 4:43:42 +54:49 M1 45
170 338 DONI FEDERICO SBR 3ATHLON 4:45:58 +57:05 M3 16
188 279 RONCHI ANDREA SBR 3ATHLON 4:48:32 +59:40 M1 57
191 271 PACQUOLA DAVIDE SBR 3ATHLON 4:49:08 +1:00:16 M1 59
212 324 PAROLINI PAOLO SBR 3ATHLON 4:54:41 +1:05:49 M2 36
233 204 BALLARIN RUDI SBR 3ATHLON 4:58:19 +1:09:27 S4 52
253 253 COLTRO GIANLUCA SBR 3ATHLON 5:07:16 +1:18:23 M1 78
286 155 DEMARCO GIOVANNI SBR 3ATHLON 5:19:24 +1:30:32 M1 83
292 236 ZANELLA GIACOMO SBR 3ATHLON 5:21:04 +1:32:12 S4 62
293 219 FRANZOI MATTEO SBR 3ATHLON 5:21:04 +1:32:12 S4 63

* sconta il penalty durante la frazione run

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by anthony

Maratonina Dogi 2016: SBR3ATHLON c’è!

aprile 4, 2016 in foto & video, Racconti di Triathlon by anthony

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by anthony

SBR3ATHLON al 1° Duathlon Supersprint MTB dei Tempesta (Noale)

febbraio 22, 2016 in foto & video by anthony

In attesa di classifiche, resoconti e fotoreport…
…mini video delle 4 ns. junior in azione ieri al Duathlon promozionale Supersprint MTB attorno alla Rocca dei Tempesta!
(video by Stefano Luise, grazie!)

 

Eccovi il racconto di Stefano (padre delle due jr. Luise!)

Duathlon a Noale, si gioca in casa quindi è un’occasione da non perdere.
La gara è la domenica mattina ma i preparativi iniziano il sabato pomeriggio, un giretto giusto per vedere il percorso. Come prevedibile le nostre atlete possono sicuramente dire la loro nella frazione di corsa ma la bici farà la differenza, infatti il percorso è davvero impegnativo: 9km come gli adulti la frazione in MTB per le youth A, con erba alta e buche a rendere il tracciato insidioso e pesante, molto pesante, tanto che iniziano già a ventilare l’idea di fare qualche tratto spingendo la bici anziché in sella.

Si rientra a casa con il dubbio, ma il morale è comunque alto.

La domenica mattina inizia bene, giornata stupenda e sole primaverile. Arriviamo in piazza Castello piuttosto in anticipo ma tra preparativi e foto di rito il tempo vola e siamo alla partenza dei giovanissimi.

Categoria ESORDIENTI
La prima delle nostre è Teresa Mezzalira, categoria esordienti. Grinta e determinazione da vendere, Teresa parte alla grande e resta con il gruppo. Al cambio fatica un po’ ad allacciare il casco e poi via con la bici, anche per lei il percorso degli adulti, un giro infernale che completa senza problemi. Rientra, lascia la bici e riparte di corsa con il sorriso sulle labbra per fare il giro di corsa e chiudere in bellezza la sua gara.

Categoria RAGAZZI/E
E’ la volta dei ragazzi, a portare i colori dell’SBR3Athlon è Sara Luise, mezzofondista fresca di titolo regionale di cross, peccato che la bicicletta la usi al massimo per andare in piazza a prendere il gelato (ma solo d’estate). Due giri della Rocca per lei, 1500m a piedi che chiude in testa, inforca la bici e via verso il percorso a serpentina tra erba alta e buche. Completa i 4000m e come prevedibile perde qualche posizione scivolando al quarto posto in zona cambio. E’ di nuovo corsa ora ma ha tre avversarie davanti e stavolta il giro della Rocca e solo uno. Mette in moto le lunghe leve e con ampie falcate parte all’inseguimento. Splendido recupero, raggiunge e passa le avversarie e si presenta sola al traguardo per il 1° posto di giornata per la nostra società.

Categoria YOUTH A/B
Altra partenza, altra storia. Youth A e B assieme, maschi e femmine. Stavolta la marcata differenza di età e sesso si fa vedere, il gruppo è indubbiamente eterogeneo.
Pronti, via. Vittoria Mezzalira e Angela Luise le nostre uniche due portacolori, entrambe Youth A. Il percorso è lunghissimo per loro, se rapportato alle distanze che corrono abitualmente e soprattutto non hanno idea di come gestire il tempo e le energie. Poco male, si improvvisa. I quattro giri di corsa della Rocca li completano. Troppo piano ? Troppo forte ? Non si sa ma non importa, veloci verso la bici per i 9Km. Partenza anche dei senior per lo stesso percorso, e qui le cose iniziano a complicarsi: doppiati, triplicati, quanto mancherà ? Un giro o forse no ? Le idee cominciano ad offuscarsi, serve lucidità anche per contare i giri e non rischiare di farne uno di troppo o peggio uno di meno che significherebbe la squalifica. Arrivati ai cannoni degli spalti sud il bivio, con il giudice di gara che dice : “tre giri e al quarto si tira dritto”. Avrei dei dubbi anch’io ad interpretare la frase adesso che sto scrivendo, ma le nostre due atlete mantengono la massima lucidità e senza sbagliare via dritte al quarto giro verso la zona cambio. Ultimi due giri di corsa della Rocca, sono senza forze io per loro che le sto guardando. I parenti urlano a squarciagola nella speranza che si reggano in piedi fino al traguardo. Arrivate. Prima e seconda.
Alla fine il podio giovanile è monopolizzato dalle ragazze dell’SBR3Athlon ma a loro importa poco, la soddisfazione più grande la raccontano a fine gara : “abbiamo completato il percorso senza scendere dalla bici”.

Categoria SENIOR/MASTER (in progress)

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by anthony

SBR3Athleta del mese: Lorenzo Guerrieri

ottobre 29, 2015 in news varie, Racconti di Triathlon by anthony

Prosegue il nostro spazio “semi” serio, in cui a turno avrete la possibilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni!

Questo mese è il turno di Lorenzo “Warrior” Guerrieri… triathleta poliedrico diviso tra triathlon di varie distanze, uscite ciclistiche vintage e che quest’inverno si preparerà ad una nuova grande sfida! Buona lettura!

Come hai conosciuto SBR3Athlon?!

Le passioni che ho e che ho avuto e che hanno caratterizzato la mia vita non sono mai partite da me, mi vengono sempre proposte dai miei amici, io sarei uno che all’inizio si tira sempre indietro ma quando parto non mi fermo più finché non arrivo in cima.

Vale anche per il triathlon.

Un giorno del 2010 il mio amico Daniele Donò mi disse che aveva fatto un triathlon al Lido da amatore e che si era divertito e mi aveva chiesto di partecipare l’anno successivo a questa gara. Abbiamo iniziato ad allenarci assieme presso la palestra Virgin di Mestre come veri “dilettanti allo sbaraglio” partecipando prima ad un aquathlon promozionale alle piscine di Noale nell’estate del 2010 e l’anno successivo ai triathlon sprint del Lido e di Jesolo con tempi anche decenti. Poi, per fortuna, abbiamo sentito che si stava formando una squadra di Triathlon e ci siamo subito informati ed iscritti. Erala SBR3ATHLON!

Facciamo un passo indietro, come sei finito a fare triathlon? Riassumici il tuo percorso sportivo, anzi multisportivo! 

Il mio percorso sportivo è simile a quello di molti ragazzini degli anni 70…all’inizio corse campestri domenicali e gioco del calcio come terzino destro della Polisportiva Olimpia prima come “pulcino” e poi come “allievo”.

I miei genitori mi hanno subito buttato in acqua a tre anni e dopo il calcio ho giocato da adolescente a pallanuoto conla Mestrinanuoto assieme a Stefano Rossi.

Mi ricordo gli allenamenti massacranti e il sacrificio di allenarsi durante i mondiali dell’82 mentre era in corso la partita Italia-Argentina: piangievamo dai dolori agli addominali per le centinaia di crunch fatti all’aperto ascoltando la partita per radio. Poi a 15 anni la scuola superiore e gli impegni in varie associazioni sociali mi hanno fatto smettere, avevo anche iniziato a fumare! Poi poco o niente, qualche giro in bici e qualche corsetta ma mai finalizzate a qualcosa.

Qual è stata la tua prima gara di triathlon? Che ricordo hai?

La mia prima gara di triathlon, come molti di noi, è stata il triathlon sprint del Lido di Venezia. Credo sia una bella gara per iniziare a fare triathlon…perché si parte uno alla volta, la laguna non è il mare e le frazioni bici e corsa sono piatte.

Oggi alla partenza del nuoto sono molto più calmo, probabilmente l’abitudine e l’allenamento aiutano, ma quella volta ero molto agitato e la mia prima muta era un copertone d’auto che mi stringeva tutto il corpo e in maniera particolare la gola. Sembrava che qualcuno mi tenesse le mani attorno al collo! Appena partito sono stato preso dalla paura di non finire la frazione nuoto e mi sono attaccato alla prima “briccola” che ho trovato, mi si è avvicinato un ragazzo con la canoa e a lui ho detto: se mi segui io vado! Mi ha seguito per un pezzo poi sono riuscito a prendere il ritmo e sono andato.

Ho cambiato subito muta.

Fino ad ora qual’è stato il tuo traguardo più emozionante e quale il più soddisfacente?

Ce ne sono stati sicuramente più d’uno ma essendo l’ultimo disputato ed essendo l’emozione ancora viva dico Marsiglia, un olimpico del circuito Ironman. Non ero mai partito in una gara alle sette di mattina. Sveglia all’alba, sai che quando metti giù il piede dal letto hai deciso che fra poco sei in acqua a faticare e decidere di alzarsi è sempre una scelta.

Ma quando arrivi in zona cambio e vedi un sacco di gente matta come te che inizia a spalmarsi di vasellina e a posizionare bici cambia tutto. Sai che fare un triathlon non è mai una passeggiata ma quando arrivi al traguardo e alzi le mani al cielo e la gente ti applaude e ti scambi le impressioni con i tuoi compagni di avventura tutto questo ti fa dimenticare la sofferenza e ti spinge ad affrontare già la prossima gara. Emozione pura. Poi se il risultato è buono è ancora più bello!

 Svelaci i tuoi punti forti e..ammetti i punti deboli (ne hai?)

Io credo che, in generale, ogni triatleta sia più forte nello sport che ha praticato da ragazzino. Io ho praticato il nuoto. Ero pallanuotista e sicuramente questo mi aiuta nella frazione nuoto. E’ vero comunque che bisogna allenarsi, non basta la tecnica. Nuotare bene nel triathlon con scia è strategico, in quello senza scia aiuta a non essere già morto quando esci dall’acqua. Nella corsa probabilmente il fisico mi aiuta, vedo che con un giusto allenamento e una giusta nutrizione sto migliorando anche se l’età credo sia ormai un ostacolo all’aumento delle mie capacità corsaiole.

Il mio punto debole è la bicicletta, fisicamente sarei più uno scalatore ma quest’anno, pensando che il 70.3 di Rimini fosse un piattone, mi sono allenato di più come passista. Poi ho scoperto invece che c’erano circa mille metri di dislivello! Quindi non sono forte ne come scalatore ne come passista.

Abbiamo visto ottimi risultati nella prima parte di stagione spesso davanti a tutti ….quali sono i tuoi obiettivi di quest’anno?

Si, sono migliorato rispetto le stagioni passate, questo è dovuto all’allenamento che non faccio più a casaccio grazie alla fortuna di aver incontrato Ivone Favaretto, un giovane triatleta che ha deciso di mettere a disposizione il suo tempo per far crescere un gruppo di atleti non più “giovanissimi”. Poi spesso ci alleniamo con ragazzi giovani che sono da stimolo a fare meglio. Si diverte lui a fare questo esperimento e noi a fare le cavie!

Ormai di gare ne sono rimaste poche, ho completato l’olimpico di Grado e quello di Jesolo sperando di migliorare il mio personale, ma non sono riuscito a fare il 70.3 di Pola per problemi di lavoro.

Però come ho detto all’inizio di questa intervista io quando parto cerco di arrivare in cima e quindi l’obiettivo si sposta al  prossimo anno. La data è il 5 giugno 2016 il Challenge che si svolgerà a Venezia, mi sono già iscritto.

Prova a sognare la tua gara ideale!

Non so se esiste una gara ideale. La gara ideale è quella che quando la fai non hai dolori, che quando vuoi raggiungere qualcuno riesci a farlo, quella dove il tuo fisico risponde agli input del tuo cervello, insomma quella che va tutto come deve andare.

Non-solo-triathlon. Oltre alla triplice, vuoi svelarci delle altre passioni?

In effetti sono uno che di cose nella vita ne ha fatte molte, ma tutte contraddistinte da una presenza fissa: Il palcoscenico.
Politica nel movimento studentesco parlando dai teatri e dai cinema quando ero studente, poi insegnante di latino americano oltre che direttore artistico di molti locali del Veneto, attore di teatro e la mia professione di architetto che mi vede spesso come docente.
Passioni che, quando appenderò la muta, la bici e le scarpe da corsa al chiodo, riprenderò.

Ma forse me ne farò venire delle altre!

Cosa ti piace della nostra squadra, in cosa pensi potremmo migliorare?

La SBR3ATHLON è un squadra che da’ un’immagine di sé di freschezza, spensieratezza e divertimento, lo spirito giusto per fare avvicinare molte persone a questa fantastica disciplina che deve essere fatta in compagnia anche se è uno sport individuale. Ovviamente una squadra è fatta di persone, siamo tanti ormai e non credo sia facile gestire tutto perfettamente ma il presidente che abbiamo è bravo a guidarla. Sinceramente non saprei cosa migliorare.

Anche quest’anno abbiamo tanti apprendisti e tante apprendiste.. cosa consiglieresti a chi vuole cominciare?

Per chi incomincia da zero o quasi dico che ci vuole pazienza e un po’ di sacrificio.

Ho visto me stesso ed altri ragazzi iniziare questo sport ed essere molto contenti perché da subito vedi che il tuo fisico migliora e che migliorano di conseguenza le prestazioni. Poi però dopo, ci si rompe, ci si infiamma e ci si ritrova ad avere dolori e magari si abbandona.

Il triathlon non si può improvvisare e bisogna andare con gradualità se si vuole praticarlo per più tempo.

E’ assurdo correre una sola volta alla settimana e fare dieci chilometri magari senza riscaldamento. Il giorno dopo sei infiammato e dolorante e non essendo noi professionisti l’infiammazione si cronicizza e poi abbandoniamo o spendiamo un sacco di soldi per terapie per guarire. Credo sia utile chiedere consigli a chi lo fa da più anni e che ci è passato prima di te. Mi hanno sempre detto che bisogna abituare non solo la testa a soffrire ed a resistere ma anche il corpo. Credo sia vero verificandolo su me stesso.

Bisogna avere una progressione negli obiettivi da raggiungere e di conseguenza va calibrato l’allenamento. E dico anche che bisogna curare l’alimentazione e l’idratazione.

Poi per chi è giovane e magari già un campione in qualche specialità il problema non si pone.

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by Rocco

XC Running Garda Cross Duathlon

ottobre 28, 2015 in foto & video, Racconti di Triathlon by Rocco

Domenica 25 ottobre 2015, decido di chiudere la stagione all’XC Running Garda, Cross Duathlon composto da una frazione in MTB (16 km 300 D+) e una di corsa (8 km 120 D+).

La gara è il 4° di 6 appuntamenti di un circuito molto interessante e ben nutrito, dal livello tecnico decisamente alto, che si svolge in questo periodo nei dintorni veronesi e che prevede la possibilità di partecipare sia come singolo sia con due staffettisti per le rispettive frazioni.

L’organizzazione in generale è ottima e questa in particolare vanta una location bellissima: con il Lago di Garda sullo sfondo il percorso si snoda su un terreno vario e duro al punto giusto: tra salite in mezzo a boschetti, vigneti e mulattiere, falsopiani su strade bianche in cui menare a tutta, discese su alcuni tratti asfaltati e single track mediamente tecnici nel verde, trova spazio anche una piccola porzione di fettucciato tipo ciclocross con gobbette e salti. Molto divertente, permette di far valere i propri punti di forza e mette in risalto quelli su cui lavorare.

Classifica finale: Rocco Righetti 15° under40 1h:33’:09

Un ringraziamento come sempre alla mia dolce metà Marta, fondamentale nel suo supporto non solo in questa occasione ma lungo l’arco di tutta la stagione. Ora una bella birretta e un meritato riposo pianificando il 2016! 😉

Qui un breve video montaggio dell’evento visto dalla zona partenza / arrivo



 

 

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by marco82

European duathlon cross t-natura Conegliano 2015

ottobre 15, 2015 in foto & video, Racconti di Triathlon by marco82

Arriva ottobre, so che nel calendario fitri c’è il duathlon cross di Conegliano, una gara dura ma stupenda alla quale avevo partecipato nell’edizione precedente senza riuscire a finirla per problemi alla bici.. Vorrei partecipare ma la testa viaggia in un altra direzione e tra impegni lavoro ecc.. Non ho nemmeno la preparazione necessaria a questa competizione, senza pensare che non tocco la Mtb da un bel po’.. Ma tutto ad un tratto mi viene lanciata una sfida/invito da parte del presidente scrivendomi ecco il riscatto x marco.. Eh che faccio? Io le sfide le affronto a testa alta non abbassando la guardia e via apro internet e mi iscrivo 10 giorni prima della gara senza essere allenato e pronto! Un compagno di squadra,Giovanni de Marco un amico oltre a essere un compagno di squadra, mi dà dei consigli mirati per arrivare alla gara bene o male pronto alla sfida e via.. Arriva il giorno della gara prendo il pettorale sistemo body bici numero tutto ok due chiacchiere con Marco e Rocco che sono carichissimi un po di riscaldamento briefing veloce e via si parte tengo un ritmo abbondantemente sotto i 4:30 nella prima frazione ma perdo di vista i compagni di squadra che invece stavano volano ma va bene così faccio la mia gara! Arrivo in zona cambio un cambio veloce si monta in Mtbche già dopo 50 metri ti fa capire come sarà la frazione.. Molta salita impegnativa ma non importa stringo i denti e vado a tutta nei miei limiti e nei limiti della bicicletta che sto usando una front da enduro da quasi 15 kg nata X la discesa d’altronde si fa sentire pesantemente ma vabbè, gioco di tattica senza esagerare in salita; dando il massimo in discesa e così funziona, recupero un gruppetto una discesa dopo l’altra sfrutto la bici come posso! faccio qualche sorpasso riuscendo a bere in qualche punto tranquillo del tracciato con molta fatica ma senza esagerare si arriva in zona cambio insieme ad un altro ragazzo che sfila dietro di me iniziando la terza frazione con un altro ragazzo prima.. E vabbè non mi scoraggio le gambe girano bene non sono stanchissimo inizio a correre a un ritmo alto fin da subito, dopo circa 1 km recupero una posizione e 50 metri all’arrivo recupero un altra posizione.. Bene la finish line era lì ed ero felice di aver fatto la mia gara ed essermi diverto molto:-)
Saluto i compagni di squadra e velocemente carico bici ecc per andare a lavoro e senza saperlo ero arrivato pure secondo della mia categoria.. Che peccato una foto con i compagni di squadra l’avrei fatta volentieri ma il lavoro chiama:-) alla prossima.. Un Ringraziamento va ad Antony per lo stimolo e sopratutto a Giovanni per gli ottimi consigli:-) alla prossima and never give up:-)

Ironman Barcelona 2015 – resoconto gara

ottobre 14, 2015 in foto & video, Racconti di Triathlon by Irongian

Eccovi il resoconto della mia ULTIMA gara di triathlon (anche se in molti non ci scommetterebbero).

Arrivo all’aeroporto di Barcellona venerdì, scarico bagagli e via in albergo.

Tempo uggioso, un venticello che ti fa maledire quella volta che ti sei iscritto ad una gara che si svolge in Ottobre.

Arrivati a Calella andiamo a ritirare il pacco gara e così, di primo acchito, non mi sembrano proprio organizzatissimi.

Avrò chiesto almeno a 100 persone dove e come si potessero lasciare, il giorno della gara, i “sacchi per il cibo personali”; per capirci quelli che di solito si mettono a metà del percorso in bike con dentro i panini e vettovaglie varie…Bon…di 100 persone (ovviamente NESSUNO parlava in italiano e pochissimi in inglese) nemmeno uno sapeva cosa fossero le sacche!!! E giù bestemmie.

Alla fine, non trovando una soluzione per riuscire a portarmi i panini in bici, ho ben pensato di utilizzare la mia “crew” (mamma, papà e zii a seguito) per farmi passare al volo il cibo 🙂

Ma andiamo avanti con il racconto.

Sabato piccola perlustrazione del percorso in bici..Solo una 15ina di km per poi tornare indietro.

Tutto vallonato e parecchia pianura…insomma un percorso NON adatto alle mie caratteristiche…e giù bestemmie.

Il pomeriggio bike check-in con un tempo veramente autunnale; vento e freddo…taaanto vento e discretamente freddo! Il mare era abbastanza sull’incazzoso. “Ma almeno non piove” mi ripetevo nella testa.

Sabato notte si va a letto con la speranza per un meteo clemente per il giorno dopo.

Domenica sveglia alle 05:00, apro la finestra e MIRACOLO!!! Meteo discreto.

Temperatura mite, poco vento e poche nuvole.

Le preghiere di 2500 e rotti triathleti son servite.

Colazione come da manuale:
– pane e marmellata
– un toast
– un paio di croissant
– succo di frutta
Рcaff̬ (imbevibile)
e via ad espletare il tutto nel water 🙂

Esco dall’albergo che si trova di fronte alla zona di arrivo e ci incamminiamo (io e altri 2500 zombie-triathleti) nell’oscurità verso la zona partenza (e zona cambio).

Nota a margine: la zona partenza, la zona cambio T1 e T2 sono a circa 1,5 km dall’arrivo…una cosa che onestamente ODIO.
Finita una gara non è il massimo smacinare altri 1500 mt per andare a ritirare la bici 🙁

Arrivato in zona cambio le solite controllatine ai copertoni, catena…insomma un’ultima occhiata alla bike e un bacino alla sella e via nel tendone per il cambio.

Infilo la muta e vado a fare due bracciate in acqua…mi tuffo e …..LA MORTE!!!! Acqua gelida!!! O meglio…per me era gelida; per i miei compagni di squadra era fantastica….boh!?!?!? Io sono uscito tremando.

Riscaldamento…mi sistemo assieme a Giacomo (il mio compagno di squadra alla sua prima esperienza IM) nella zona dell’ora nel serpentone del rolling start.

Partono le donne, i pro, i cechi e via…INIZIA LA MIA ULTIMA AVVENTURA IRONMAN.

Devo essere sincero: prima di partire ero parecchio emozionato. Sapere che sarebbe stata la mia ultima gara mi aveva messo un po’ di magone.

Ma non c’era tempo per pensarci e mi son tuffato.

Devo dire che il rolling start non è stato male.

Invece della solita tonnara abbiamo nuotato molto più tranquilli e lineari.

A parte il freddo gelido del mare (a metà percorso non sentivo più le mani), il nuoto è passato abbastanza bene.

Boe ben definite e percorso molto veloce (senza uscita all’australiana).

Esco dall’acqua con i miei soliti tempi:

SWIM DETAILS | Division Rank: 214
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Division Rank Gender Rank Overall Rank
Total 3.9 km 01:12:40 01:12:40 01:52/100m 214 875 939

Originally from: http://www.ironman.com/triathlon/events/emea/ironman/barcelona/results.aspx#ixzz3oL0JHY3C

Completamente congelato vado nel tendone del cambio e in qualche maniera riesco a cambiarmi (vestito da ciclista), infilarmi più cibo possibile nelle tasche e parto ancora tremolante per il percorso in bike.

Cambio T1 in 07:33…non male contando che avevo i convulsi dal freddo.

Percorso in bike:

1,5 km per arrivare in zona arrivo, 2 giri completi da circa 35 km (A-R-A-R) sempre sullo stesso tracciato vallonato/pianeggiane con solo tre salitelle da niente (poco più di un cavalcavia) per un totale di circa 144 km, più un “budello” (sempre sullo stesso tracciato) di 15km (A-R) per poi alla fine svoltare verso la zona cambio percorrendo il chilometro e mezzo finale.

Che dire….LA NOIA!

Veramente un tracciato noiosissimo. Nulla da dire.

Un paio di note posso scriverle però: praticamente impossibile in certi punti NON fare drafting perché ci si trovava in 30/40 ciclisti su una strada ad una corsia…follia pura non fare scia in quelle condizioni.

Seconda nota: occhio che alle 14:30/15:00 si alza un vento da ovest verso est micidiale.

Di solito quelli come me (quelli che ci mettono 5:30/5:45 i n bike) troveranno questo maledetto vento all’inizio del suddetto “budello” di 15 km ergo viaggerete a 26 km/h andando (e giù ancora bestemmie) e a 45 km/h tornando (almeno quello 🙂 ).

Rifornimenti nella norma e spugnaggi discreti.

Nel percorso in bike sono riuscito a mangiare e bere tutto come volevo:
– all’inizio di ogni ora un gel
– al 20′ mezza barretta
– al 40′ un panino
– al 50′ ancora mezza barretta
il tutto irrorato ogni ora da una borraccia con dentro enervit R1.

Quindi alimentato in modo perfetto!

Finisco la bici con un tempo discreto per me (ripeto: il percorso non era nelle mie corde e sopratutto la bike non era decisamente quella adatta…come ho rimpianto la mia amata TRANSITION).

BIKE DETAILS | Division Rank: 282
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Division Rank Gender Rank Overall Rank
Total 180.2 km 05:35:36 06:55:49 32.23 kph 282 1122 1184

Originally from: http://www.ironman.com/triathlon/events/emea/ironman/barcelona/results.aspx#ixzz3oL2kr0Fj

 

 

 

 

 

Un T2 decisamente velocino da 01:40 e via di corsa.

Durante il cambio il meteo era decisamente migliorato e il sole stava scaldando il percorso e mi son detto:

“Ma SI, cambiamoci la maglietta, togliamo la retata sotto e indossiamo solo il top della squadra!”

Ca22ata!!!!!

SI… perché all’inizio era pure caldo…ma poi….

Esco da T2 con la mia solita buona lena e sento da subito che son leggero, che le gambe vanno da Dio e non sono stanco.

Vado a 4:50 per almeno 5/7 km per poi posizionarmi a 5:15 medi per praticamente tutto il percorso.

Il percorso era lungo mare, un 5,1 km A-R da ripetere 5 volte…insomma NOIA pure lì… ma almeno c’era il pubblico che incitava.

In corsa mangiavo un gel ogni 10km e una merendina al cioccolato che la mia crew mi passava ogni volta che passavo l’ottavo km circa, coca e acqua ad ogni spugnaggio.

Nota a margine: ricordate il famoso vento da ovest che soffiava in bike…ecco era decisamente aumentato nella frazione a piedi.

Morale della favola al giro di boa, ogni volta erano schiaffi in faccia! Monsoni che ti toglievano il cappellino…e ci mettevano le bestemmie! 🙂

Passano i km e sento sempre una buona dose di energie, corsa leggera e discreta.

Ogni 10km mi fermo a far pipì e perdo si e no 30″ ogni volta ma poi riparto più forte di prima (SI lo so…sono un piscione, ma non è colpa mia).

Arrivo a gli ultimi km senza mai fermarmi e senza mai avere un crisi.

Con il sorriso in faccia per quasi tutto il percorso per un paio di motivi:

Primo: sapevo che sarebbero state le mie ultime fatiche e me le stavo godendo.

Secondo: pensavo ad una persona speciale che era a casa che mi “aspettava”, una persona che mi fa stare bene e finalmente sereno.

Passo il cartello dei 39 km, guardo il cronometro e vedo che se aumento il ritmo un pochino potrei finire la maratona sotto le 4 ore.

Innesco il “turbo” e parto:

04:50…via un km, ne macino ancora un altro e vedo sulla sinistra l’arco dell’arrivo.

Passo il 41 esimo km e tolgo ancora qualche secondo al mio passo.

Zero fatica…sentivo solo le urla della gente che mi incitava.

42 esimo km, rotonda, curvo a sinistra e entro nella zona “tappetino”.

Faccio la mia cavalcata finale per arrivare sotto il traguardo stremato ma felice.

Ho realizzato quello che volevo:

Migliorare il mio best time e finire la maratona in un IM sotto le 4 ore!!!

RUN DETAILS | Division Rank: 200
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Division Rank Gender Rank Overall Rank
Total 42.2 km 03:58:57 10:56:26 05:40/km 200 781 816

Originally from: http://www.ironman.com/triathlon/events/emea/ironman/barcelona/results.aspx#ixzz3oL5j0BoZ

 

 

 

 

Appoggio le mani sulle cosce e per un attimo ho avuto voglia di piangere per la tristezza di non poter più provare quelle sensazioni; poi mi alzo e penso che nella vita sicuramente ne avrò molte altre e con un sorriso a 32 denti accolgo la mia settima medaglia da IRONMAN FINISHER al collo.

 

Gianluca Rossato

Overall Rank: 816
Div Rank: 200
Gender Rank: 781

 

General Info
BIB 1768
Division 40-44
Age 39
State Italia
Country ITA
Profession
Points 3484
Race Summary
Swim 01:12:40
Bike 05:35:36
Run 03:58:57
Overall 10:56:26

Originally from:http://www.ironman.com/triathlon/events/emea/ironman/barcelona/results.aspx#ixzz3oL6iIzzv

 

Che dire…tantissime emozioni e tanta fatica.
Gli allenamenti di quest’estate hanno dato i frutti desiderati e la tranquillità di questo periodo si è fatta sentire.
Una dedica particolare va al mio “bel pensiero” che durante la corsa, nei momenti di difficoltà, ha ammortizzato le mie sofferenze 🙂

Il mio IRONMAN 70.3 Pola 2015

ottobre 10, 2015 in foto & video, Racconti di Triathlon by alessandro ortolan

 

Ho aspettato un po’ per raccontare l’esperienza del mio primo Ironman 70.3.

Ho aspettato perché a caldo certe sensazioni non si assaporano fino in fondo. Forse nemmeno dopo 20 giorni. Forse ho solo la tranquillità di ripensare e buttare giù poche parole per descrivere luoghi, persone, fatiche ed emozioni.

Ho iniziato solo quest’anno a praticare questo sport meraviglioso.

A luglio dell’anno scorso un’amico mi ha parlato per la prima volta di IM 70.3. Non sapevo cosa fosse. Ricordo che quella sera tornai a casa e IPAD alla mano cercai siti, video e racconti. Tempo una settimana e presi la decisione: Farò un IM 70.3. Nel 2016, ma intanto iniziamo a lavorare. A settembre 2014 il corso di nuoto per “imparare” a nuotare, a marzo di quest’anno l’acquisto della mia prima bici da strada. Ma soprattutto l’iscrizione all’SBR3Triathlon.

Una stagione per iniziare con 3 Sprint e prendere confidenza con la multidisciplina.

Ma io volevo la sfida più bella. Un Ironman 70.3.

E durante quella pizzata SBR estiva, quelle parole.

Ale e Fede, neo conquistatori del IM70.3 di Pescara: “iscriviti e allenati. Ce la farai”.

Un pomeriggio su internet, quel tasto “Register”, un click e via, iscritto! Un anno prima del previsto.

Così inizia il mio vero IM70.3. Da quel giorno cambia tutto. Entra in me un’energia indescrivibile. Trovo quelle motivazioni per alzarmi presto la mattina per correre a piedi o in bici, per organizzarmi 2 allenamenti al giorno anche in vacanza e per superare i limiti del mio corpo e della mia testa. E non far pesare il tutto su lavoro e famiglia. Forse oggi il ricordo più bello sono proprio questi giorni di lavoro, sulle gambe e sulle braccia e soprattutto sulla testa.

Alterno sensazioni positive ad altre meno positive. Intanto la data si avvicina. A inizio settembre il mio primo Olimpico a Grado.

E così velocemente arriva la vigilia.

Si parte. Si arriva a Pola. Pranzo con i compagni di avventura, breifing gara, disbrigo delle formalità di registrazione, preparazione sacche e….la tensione è a mille.

Serata in compagnia con i miei“compari” SBR e poi nanna.

E’ il 20 settembre. E’ il giorno tanto sognato, voluto, cercato.

Ultima gonfiatina alle ruote della bici, muta addosso. Si parte!

Entro in acqua senza riscaldamento, non c’era stato il tempo. Sono nel 4° gruppo, alla fine.

Non ho molte persone accanto, mi tuffo, l’acqua è bellissima ed ha una temperatura ideale, con la muta si sta benissimo, anche se la spalla sinistra comincia a farmi un po’ male. Cerco di lavorare

più con la destra, ci sono 1.900 mt da nuotare. Trovo il ritmo quasi subito, non voglio strafare, so che posso arrivare con il mio ritmo senza consumare troppe energie. C’è vento che soffia verso il mare e faccio fatica a vedere la prima boa. Seguo gli atleti ai miei lati, vedo una boa gialla dritta a me. Poi perdo l’orientamento, la boa è più a destra. Cavolo, ancora un errore di direzione! Azz! Vabbè, Calma e cerco di rientrare sulla scia di destra (solo al termine scoprirò che non ero stato io a sbagliare ma la boa si era sdoppiata portando me ed altri atleti fuori traiettoria).

Passo la prima boa ed è un sollievo. Tiro verso la seconda con più attenzione alla direzione, non posso più sbagliare. Arrivo alla seconda senza problemi. Ormai il ritmo c’è e non sento la fatica. Anche la spalla sinistra sta meglio e spinge. Obiettivo riva. Respiro sempre alla mia sinistra, ogni due bracciate, giusto dove arrivano le onde! Respiro aria e ogni tanto anche acqua salata. Amen. Ritmo! Avanti tutta e quando il fondale inizia a schiarire e si vedono rocce, pesci e sabbia, percepisco la prima emozione. Il nuoto è andato! Sì!

Esco dall’acqua, sento la fatica ma la testa è tutta sui pedali.

Prendo la sacca blu, entro nel tendone e mi cambio. La muta è sempre dura da levare. Qualche imprecazione vola! Esco e corro a prendere la bici. Mi sento bene, consumo un primo gel, esco dal T1 e via, si pedala.

Venti giorni prima avevo provato il percorso ma non c’era tutto questo vento.

Il vento in effetti si fa sentire da subito. Anche nei tratti in discesa il vento frena. Un po’ mi preoccupa, avevo sempre pensato sfruttare le discese per recuperare energie. Pedalo meno bene di come mi attendevo. Però conosco il percorso e alcuni passaggi li passo con disinvoltura. Bevo e mangio con cadenza regolare. Le gambe girano, non forte ma non mi danno problemi. Passo il primo ristoro e l’acqua fresca è un’autentica libidine.

Sono al 45° km e la sfiga arriva! Ruota anteriore forata! Azz! E zò de bestemoni!

Scendo e in circa 8 minuti riesco a cambiare la camera d’aria, gonfiarla alla meno peggio e ripartire.

Sono soddisfatto di non aver ceduto di fronte al primo vero intoppo. Ma la soddisfazione dura poco più di 10 km.

La gomma anteriore è ancora a terra! Azzzzzzzz! Altra rata de bestemoni!

Ho solo la bomboletta ripara e gonfia. Non l’ho mai usata. Non ho alternative.

Sparo la bomboletta! Schiuma bianca ovunque! E non dovevo farmi la barba! Funziona? Non funziona? Sembra di sì.

La gomma mi sembra riparata ma non del tutto gonfia. Uso la pompetta. Non serve a nulla.

Decido di risalire in bici e di procedere, di lì a pochi km c’è il secondo ristoro.

Temevo di dover affrontare gli ultimi 30 km per lo più in discesa con la ruota sgonfia.

Arriva anche un po’ di fortuna. Al ristoro c’è il punto assistenza meccanica.

Mi fermo e tempo un minuto sono di nuovo in sella con la ruota a 8 atm!

Inizia il lungo tratto in discesa, comincio a riprendere le bici che mi avevano superato da fermo, supero i 60-65 km/h, sono incazzato ma anche contento di non essermi arreso ed averla vinta. Non penso più all’economia della gara ma solo a fare al meglio gli ultimi 30 km.

La ruota tiene. E l’uomo anche!

Mancano pochi km al T2. E sento dentro di me salire l’emozione e le lacrime di felicità. Ma le stoppo subito. La gara non è finita. C’è ancora una mezza maratona da fare.

Arrivo al T2.

Mi cambio velocemente ma devo fermarmi per un “cambio d’olio” fisiologico! Me la tenevo da inizio gara!

E via di corsa! I primi km li percorro bene, a 4.45, mi sento bene ma la testa mi dice di frenare.

Penso alle parole del coach Fabio “Anche se ti senti bene, frustati e controllati!”. Così decido di rallentare il ritmo. Prudenza. Più corro e più mi sento bene. La fatica si fa sentire, indubbiamente. E così l’emozione e le lacrime si fanno sentire nuovamente. No! Ferme. Non è finita. Freddezza! E corro rallentando ancora un po’. E’ il mio primo 70.3 e non so se dietro l’angolo c’è la fantomatica crisi.

Primo giro e primo polsino. Secondo giro e secondo polsino. E poi il terzo e ultimo. Incrocio i miei compagni di squadra. Dialogo con loro con poche parole che sono per me energia pura.

Arrivo in centro a Pola, di lì a poco devo tenere la destra per entrare in Arena.

Salto l’ultimo ristoro.

Arriva il bivio.

Piccola rampa ed entro.

Un tappeto nero e rosso che porta sotto l’arco con il cronometro e quella scritta “IRONMAN 70.3 PULA”. Sì, la Finish line!

Un urlo e le braccia al cielo.

Ce l’ho fatta!

Non ho lacrime.

Le avevo stoppate tutte. Mi sento leggero. Di ferro dentro ma leggero.
E finalmente la medaglia più bella al collo.
E’ mia. Tutta mia.

 

 

E’ con la serenità dei giorni a seguire che invece sento che quella medaglia non è tutta mia.

Tante persone, amici veri, sono parte di questo traguardo. Ci sono momenti di quest’avventura che non dimenticherò mai.

Uno scambio di messaggi dopo l’iscrizione e l’invito ad una birra insieme. Per parlare di come affrontare la preparazione e la gara. Senza pregiudizi sull’esperienza e sulla preparazione preesistente. Un coach sì ma una persona speciale. Non ho chiesto nulla ed ho ricevuto tanto. Le sue parole sono sempre state in ogni istante il “verbo”. Grazie Fabio.

Un incontro in piscina a Noale. E l’inizio di un’intensa estate di allenamenti insieme. Mattia, un compagno di squadra, un motivatore, uno stimolo continuo. Sempre con il sorriso. Lì nelle acque di Pola ho sentito tutte le energie prodotte con i suoi allenamenti in piscina.

E poi la perseveranza e la tenacia degli amici della palestra, My Iron Personal Tutor! Persone speciali che mi hanno aiutato nella parte più difficile, l’approccio mentale. Mental training si dice. Già, fasi alterne, difficoltà, debolezze latenti ma con l’efficacia di poche parole magiche e qualche pedata in culo, la testa è arrivata pronta. Grazie.

L’amicizia di chi è stato al mio fianco nei 2 giorni a Pola. Ale e Fede, in primis per avermi dato quella spintina ad iscrivermi. E con loro altri nuovi amici, compagni SBR, persone semplici e atleti con la A maiuscola. Li ho conosciuti di più e con loro mi sono divertito tanto, ho riso per due giorni e mi sono sempre sentito in un certo sento “protetto”. Mi sono sentito parte di un mondo nuovo e di un qualcosa che va oltre il semplice concetto di squadra.

Gli sguardi e le parole, le vibrazioni condivise e le pacche sulle spalle, la sincerità e la semplicità dello sport nella sua essenza.

Questo è stato il mio IRONMAN 70.3 a Pola.

 

Foto del profilo di PaoloP

by PaoloP

L’esordio sul triathlon medio a Lovere

agosto 25, 2015 in Racconti di Triathlon by PaoloP

Proposta “oscena” di Giovanni ad inizio di Luglio: “Il 23 Agosto c’è un medio a Lovere, andiamo?”

Io: ma sì, dai, proviamoci! (in quel periodo i miei figli sono via e quindi posso approfittarne…).

Tempo per la preparazione, considerando in mezzo anche 15 gg di ferie e qualche giorno di scarico: 6 settimane. Decisamente poco, ma l’obiettivo è di finirlo, mica di vincerlo …

Il tempo vola in mezzo ad allenamenti intensificati (rispetto ai miei soliti) conditi da un bel caldo tropicale a rendere il tutto più tosto.

Il giorno prima della gara, visto che sono già in zona con la moglie, decido di fare il giro del percorso bike in auto: tutti i triatleti seri fanno la ricognizione… quindi anche io!

Decisione pessima! Dall’auto la parte di montagna mi sembra un muro!

La tensione sale alle stelle. La notte prima è agitata (mai successo prima per una gara): 6-7 ore di gara, ce la farò? Mai fatto niente così prima d’ora… e poi l’incubo della salita in bici!

Al mattino sveglia alla 5.15: la domanda “Ma chi me lo fa fare?” mi frulla in testa di continuo.
Un caffè, i preparativi in zona cambio, qualche battuta con i compagni di squadra e riprendo un po’ di coraggio.

Poi, fondamentale, arriva il consiglio del solito Giovanni, che mi dice: “Mi raccomando, in gara fai tutto con calma”. Penso: Giusto, devo fare proprio così!

Il cielo è nuvoloso e minaccia un po’ di pioggia (che poi verrà), ma non c’è sole e caldo (vedi Revine) e forse, tutto sommato, è meglio così!

Ore 8.00: si parte a nuoto dal pontile: l’acqua è di una temperatura gradevole e perfettamente calma.
Il percorso nuoto scorre via veloce (penso: preferirei farlo due o tre volte piuttosto che affrontare la montagna).

Esco dall’acqua con buone sensazioni (e la soddisfazione di aver superato anche qualche veterano di squadra …) e, con calma, mi infilo i calzini, le scarpe e monto in sella: si parte per il tratto che temo di più.

Dopo pochi km inizia il tratto di montagna (che si dovrà affrontare due volte: la prima per 3,5 km di salita, la seconda – più lunga – per 7,2 km).

Lungo la salita incrocio quasi tutti i compagni di gara che stanno già scendendo e che mi urlano i loro incitamenti. Senza strappare o spingere troppo arrivo alla fine della prima salita, che è anche il pezzo più ripido. Qui mi rendo conto che fiato e gambe tengono bene: allora posso farcela!

Svaniscono un po’ di paure, torno giù con molta calma (in discesa vedo gente lanciata a velocità per me folli).

Completo la parte pianeggiante (altri 40 km circa) e poi affronto nuovamente la salita, ma questa volta con la consapevolezza che è alla mia portata.

Spingo un po’ e riesco anche a superare qualcuno (ovviamente solo M3 e oltre …). Poi discesa, ultimi km e rientro a Lovere, in TZ.

Il peggio è alle spalle: a costo di arrivarci camminando, sento che il traguardo ormai è alla mia portata.
Alle 12.00 passate (i PRO sono già arrivati al traguardo) lascio la bici ed inizio il percorso podistico, abbastanza ripetitivo (ben 5 giri da 4 km), ma con il vantaggio di passare sempre sotto la zona del tifo di famigliari, amici e compagni di squadra, tutti più avanti di me…

Ovviamente anche questo lo affronto con calma (anche se nella frazione run vado sempre “con calma”… anche quando non vorrei!)

A parte l’”incoraggiamento” della moglie al primo passaggio (“Dai, che ti mancano SOLO 5 giri!”) che quasi mi spezza il morale, il tifo ad ogni giro mi spinge a finire.

Al penultimo giro un crampo alla coscia mi fa temere problemi peggiori, ma mi passa alla svelta dopo una breve sosta. L’ultimo giro lo affronto in (modesta) accelerazione, sorpassando anche qualcuno…

All’arrivo sono tutti sulla linea del traguardo ad aspettarmi e ad incitarmi; taglio il traguardo con un sorriso da un orecchio all’altro: buona la prima, anch’io sono Finisher!
PP

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Camp. Italiano Tria Medio 2015 (Lovere-BG)

agosto 24, 2015 in news varie, Racconti di Triathlon by anthony

SBR3ATHLON al Campionato Italiano di Triathlon Medio 2015 (Lovere-BG)

 

Spunti da comunicato ufficiale: “Alberto Alessandroni e Monica Cibin sono i due Campioni Italiani 2015. 580 atleti si sono presentati questa mattina sulla start line del Campionato Italiano di Triathlon Medio quest’anno disputato a Lovere.

Con 22° in acqua e muta facoltativa (rispetto ai 25 comunicati il giorno prima al briefing per la gioia di Michele…) la gara inizia con batteria femminile (+Mtanto) e poi 3 batterie maschili. Michele ed Anthony nella seconda; Giovanni, Bisco, Gian e l’esordiente Paolo in terza. Percorso bike già di per se impegnativo reso ancor più difficile dalla pioggia (soprattutto nell’affrontare la prima discesa). Run su 5 giri con rampa lenga e lunga da affrontare ad ogni giro. Livello mediamente molto alto se si pensa come la maggior parte dei triathleti in gara ha chiuso sotto le 6h sebbene il primo abbia vinto con 4h08 e solo in 3 sotto le 4h20 con l’amico Massimo Cigana a piazzarsi secondo assoluto.

Per SBR3ATHLON tutti e 6 finisher ad aspettarsi al traguardo ! Complimenti a tutti, eccovi classifiche provvisorie con i parziali

CLASSIFICHE (INTEGRALI SU SITO FITRI > LINK)

 TOP SWIM S T1 BIKE B T2 RUN R
1 ALESSANDR. ALBERTO 4:08:25 25:17 2 1:12 2:19:04 1 1:26 1:21:26 9
2 CIGANA MAX 4:11:02 30:21 41 1:20 2:23:50 3 1:18 1:14:16 1
 SBR3ATHLON
95 LA SALAN ANTHONY S3 15 4:54:16 31:10 54 2:06 2:49:29 170 1:47 1:29:46 66
226 CAVASIN MICHELE S3 28 5:23:50 40:14 301 1:39 2:52:54 202 2:08 1:46:56 272
270 BISCONTIN ANDREA M1 66 5:33:37 34:35 149 2:56 3:00:10 261 4:16 1:51:41 308
326 PAROLINI PAOLO M1 81 5:50:30 34:13 138 3:38 3:16:59 365 2:50 1:52:52 318
340 COLTRO GIAN M1 85 5:54:28 37:57 248 3:57 3:11:09 333 3:20 1:58:07 354
393 DEMARCO GIOVA M1 97 6:26:28 44:30 374 3:16 3:23:17 390 2:46 2:12:41 393
 TRIATHLETI
281 SCARPA PIERG. S4 69 5:37:08 41:19 329 2:58 3:12:14 338 3:14 1:37:25 161
331 NOVIELLO IENA M3 29 5:52:06 42:05 346 2:54 3:19:11 373 3:17 1:44:40 242
374 VARDIERO VLADI M4 13 6:07:47 38:54 270 3:37 3:04:15 286 3:07 2:17:55 401
406 VIANELLO MASS. M1 98 6:55:17 43:17 365 2:51 3:44:09 406 3:42 2:21:19 403

COMMENTI…. com’è andata?!

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by anthony

SBR3Athleta del mese: Rocco Righetti

agosto 10, 2015 in Racconti di Triathlon by anthony

Prosegue il nostro spazio “semi” serio, in cui a turno avrete la possibilità di presentarvi, raccontarvi ai vostri compagni ;)  Questo mese è il turno di…. ROCCO !!!


Ciao Rocco, chi sei e come hai conosciuto SBR3Athlon?
Ciao, sono un ragazzo di Venezia, ho 28 anni e sono laureato in architettura. Ho conosciuto Sbr3Athlon un po’ per caso come molti dei suoi tesserati credo. Ricordo che diversi anni fa stavo festeggiando dopo una gara, la Lavaredo Ultra Trail, alla sagra di San Pietro di Castello a Venezia, e lì Sem mi ha fatto conoscere l’attuale president Anthony   L’idea di iniziare a fare triathlon mi ha subito attirato anche se per un po’ di tempo l’ho messa da parte, fino l’anno scorso.

Facciamo un passo indietro, come sei finito a fare triathlon? Riassumici il tuo percorso sportivo, anzi multisportivo!
Di certo non si può dire che non abbia fatto sport. Dopo aver provato il basket da piccino, che non faceva decisamente per me dati gli evidenti limiti fisici, ho giocato per circa 15 anni a tennistavolo a buon livello in cui mi sono preso non poche soddisfazioni.

Prima di conoscere il triathlon facevo già podismo anche se a periodi altalenanti, passando dal mediofondo con qualche qualche 10.000 ben piazzato a una Maratona di Venezia, alla LUT già citata dopo la quale mi sono fermato per un certo tempo, anche perché detto fra noi di correre sempre mi ero proprio rotto!

Praticavo nel frattempo barca a vela a livello agonistico. Quando questa è diventata un impegno a tempo pieno non avevo più modo di allenarmi costantemente anche in altre discipline, così ho pensato sarebbe stato meglio lasciar perdere e concentrarmi in questo campo.

Nel 2012 avevo però provato a partecipare ad una gara e mi ero divertito un sacco, così circa un anno e mezzo fa ho potuto tirare fuori dal cassetto questo progetto.

Sono comunque tutt’ora istruttore della Federazione Italiana Vela e del mio circolo a San Giuliano, la Canottieri Mestre, dove insegno a piccoli e grandi velisti di oggi e domani, quindi se a qualcuno venisse voglia sapete dove trovarmi! 😉

Qual è stata la tua prima gara di triathlon? Che ricordo hai?
Ho iniziato con lo sprint di Jesolo 2012. All’epoca ero assolutamente fuori forma ma la cosa m’incuriosiva, così dopo aver fatto qualche allenamento in piscina (senza aver mai nuotato con obiettivi sportivi) e dopo essermi fatto prestare una bici dal mio amico Paolo che ancora ringrazio mi sono buttato.

La gara ovviamente è stata una risata dopo l’altra sia per la mia preparazione alquanto approssimativa sia perché nonostante questo mi stavo divertendo un sacco, anche se il cronometro alla fine è stato impietoso.

Beh devo dire che di strada da allora ne è stata fatta e che la musica è decisamente cambiata.

Svelaci i tuoi punti forti, e ammetti i punti deboli (ne hai?)
Testa e concentrazione in gara credo non mi manchino e penso siano un importante bagaglio (a volte anche eccessivo) che mi sono portato dietro dalle esperienze sportive passate.

Compenso questi lati con la poca voglia di allenarmi in alcune circostanze, specie in piscina dove per fortuna c’è Marta che mi rompe le scatole per farmi seguire i programmi, inoltre non sono sempre diligente a tavola e spesso mangio qualche “schifezza” di troppo, così ogni tanto le tocca pure farmi da nutrizionista 😛 

Arrivando dal podismo avevo il classico preconcetto che il mio punto forte fosse la corsa, mentre ero decisamente convinto che avrei dovuto lavorare soprattutto sul nuoto. In effetti in parte è stato così, poi però ho capito cos’è il triathlon: tre discipline un solo sport, credo dica tutto.

Al di là di questo ho potuto apprezzare particolarmente la bicicletta. Devo dire che è quella che mi affascina di più e in cui ho trovato fin ora le maggiori soddisfazioni, grazie anche alla mountain bike con la quale ho iniziato ad allenarmi questo inverno con il prezioso aiuto di Marco e Davide, che mi ha dato giovamento.

Mi piacerebbe in futuro migliorare sempre di più questa frazione per farla diventare un mio punto di forza, specie su terreni particolarmente adatti alle mie caratteristiche come tracciati vallonati o di montagna.

Fino ad ora qual’è stato il tuo traguardo più emozionante e quale il più soddisfacente?
Come disse il grande Enzo Ferrari la vittoria migliore è quella che deve ancora venire. Lo sport in generale e questo in particolare è una continua scoperta di sé stessi. Ci si diverte, si sta in compagnia, e si vuole andare più forte!

Potersi allenare e confrontare con la persona con cui si divide anche il resto della quotidianità credo sia una grande fortuna e vedere risultati concreti del lavoro svolto oltre a farmi piacere mi stimola per il futuro. Credo che la maggiore soddisfazione si trovi qui e nell’amicizia dei propri compagni e nei piccoli miglioramenti di tutti i giorni.

Detto questo il traguardo più emozionante nell’ultimo (e unico anno) di attività è stato forse il secondo posto ai Campionati Italiani S2 di Winter Triathlon a Tarvisio, assolutamente inaspettato ma che mi ha ripagato del duro lavoro invernale coordinato dal Coach Fabio e degli allenamenti svolti con la mountain bike. E’ stato infatti soprattutto in questa frazione che sono riuscito a recuperare moltissime posizioni e a conquistarmi il titolo di vicecampione che senz’altro difenderò e cercherò di migliorare l’anno prossimo.

L’anno scorso miglior esordiente con i nostri colori mentre quest’anno eri partito in testa al campionato sociale. Quali sono i tuoi obiettivi di questa stagione?
Naturalmente i miei obiettivi stagionali non sono legati al campionato sociale, non posso comunque nascondere che mi abbia fatto piacere partirne in testa anche se ovviamente il mio piano gare non mi da la possibilità di aggiudicarmelo…

Uno dei miei appuntamenti “clou” di quest’anno era il Triathlon Internazionale di Bardolino in cui mi sono tolto una grande soddisfazione migliorando di quasi 5 minuti il tempo dell’anno scorso e stampando un’ottima posizione in classifica. Non ho avuto altrettanta fortuna ai Campionati Italiani di Revine dove sono stato costretto al ritiro nell’inferno dell’ultima frazione run, peccato perché anche lì stavo facendo una gran gara e questo mi fa ben sperare per il futuro.

Ora la preparazione cambierà leggermente in vista di un traguardo diverso, ovvero l’Ironman 70.3 di Pola a fine settembre. Un obiettivo nuovo per me ma proprio per questo molto affascinante sotto tutti i punti di vista.

In mezzo ci saranno altre gare, in cui, anche se non preparate in maniera specifica, non mi risparmierò di certo!

Prova a sognare la tua gara ideale!
La mia gara ideale la vedo in una giornata di sole di mezza stagione, senza che ci sia troppo caldo! Partenza non troppo presto, anzi per me che non sono particolarmente mattiniero più tardi è meglio è! 😉

Zona cambio in un bel piazzale ordinato con una bella vista (anche l’occhio vuole la sua parte) e poi via, nuoto in un mare o lago limpido e cristallino ma senza onda, percorso magari con un doppio giro e uscita all’australiana per dare spettacolo!

Transizione veloce e si sale in sella a tutta per un giro unico in bici in mezzo a paesaggi collinari, vallonato con qualche strappo anche un po’ cattivo per far valere le doti da scalatore, mentre per la corsa va benissimo un multilap per salutare i compagni e farsi forza a vicenda, basta che non sia troppo noioso. Purtroppo nelle gare di triathlon questa frazione tende a diventare troppo spesso una “formicata”.

Cosa ti piace della nostra squadra, in cosa pensi potremmo migliorare?
Non c’è che dire, SBR3Athlon è una squadra unica! Non troverai mai a una gara tanti compagni che vengono (magari in bici) solo per farti il tifo e fare casino come i nostri. Inoltre la partecipazione è sempre ben nutrita e c’è sempre da fare gruppo per passare una giornata piacevole in posti, quelli delle gare, che di solito meritano anche per le caratteristiche paesaggistiche.

Anche quest’anno abbiamo tanti apprendisti e tante apprendiste. Cosa consiglieresti a chi vuole cominciare?
Di non focalizzarsi sul proprio sport di provenienza e di non pensare che il triathlon sia l’unione di tre sport. Le discipline sono tre ma lo sport è uno solo! Questo vale sia in gara sia (ancora più importante) nel piano di allenamenti. Sarà un consiglio banale ma ripetere non guasta mai.

Il triathlon è anche fatica e sacrifici e tanti ti chiederanno chi te lo fa fare. Cosa rispondi?
Prima di ogni allenamento mi fermo qualche secondo a pensarci. Qualcuno ha detto: “lo sport è il parco giochi della vita”. Naturalmente la risposta è questa, e cioè che ci si deve divertire, altrimenti tutto il resto non avrebbe senso.

Mi diverto quando sono da solo, quando usciamo in mountain bike in mezzo alla natura con i ragazzi, quando mi sparo le ripetute in pista, quando faccio qualche scampagnata o pizza insieme ai miei compagni, ma soprattutto quando sono con Marta, per qualche lungo in bici o allenamento in piscina o in acque libere o quando ci facciamo qualche bella corsa al tramonto, e spero di continuare a poterlo fare ancora per molto tempo.